Cronaca
  • Migranti: nave Fulgosi arrivata in banchina del porto di Genova

Migranti: nave Fulgosi arrivata in banchina del porto di Genova

Il pattugliatore della Marina ha attraccato a Calata Bettolo

Il pattugliatore della Marina Cigala Fulgosi ha attraccato a Calata Bettolo nel porto di Genova. Sono iniziate le operazioni di ispezione a bordo. Sul posto, oltre alla Croce Rossa, Capitaneria e Polizia, alcune ambulanze e personale Usmaf per la parte sanitaria. Sotto bordo anche il garante dei minori per la Liguria Francesco Lalla. Cento i migranti a bordo tra i quali 23 minori e 17 donne, alcune incinte, tra le quali una al settimo mese di gravidanza.

Un centinaio di profughi, 20 dei quali hanno bisogno di cure immediate, raccolti dalle acque al largo della Libia e spediti a nord. I minori sono 23, 17 le donne. A accoglierli la Croce rossa, la Protezione civile, la polizia. Non sanno ancora che resteranno poco. "Nessuno di loro - fa sapere Salvini - sarà a carico degli italiani. Grazie alle nostre buone relazioni, una parte degli extracomunitari sarà accolta in altri cinque Paesi europei mentre tutti gli altri saranno ospitati dal Vaticano, che ringraziamo per la sensibilità".

I migranti potrebbero poi essere smistati in alcune strutture di accoglienza per un tempo massimo di due o tre giorni in attesa delle indicazioni del Viminale oppure potrebbero venire accolti in un unico centro come la nuova struttura a disposizione della Prefettura nel quartiere di San Benigno. Terza ipotesi, potrebbero restare a bordo del pattugliatore fino alla destinazione finale. Quest'ultima soluzione, secondo quanto appreso, sarebbe quella favorita dal Comune, poiché "quella con il più semplice monitoraggio e con il minore impatto sul territorio".

Arrivando troveranno medicine e cure, cibo, acqua, ma nessuna certezza di futuro. Troveranno la Croce rossa e la Protezione civile, ma anche la polizia. E troveranno, attaccato sulla Lanterna, simbolo di Genova, il grande striscione rosso realizzato dai camalli della Culmv, gli stessi che hanno impedito il carico di materiali dual use sulla cosiddetta 'nave delle armi', la Bahri Yambu. 'Benvenuti', c'è scritto. 'Benvenuti', fosse anche per poche ore. Sugli interventi di soccorso nel Mediterraneo è intervenuto oggi l'Alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi. "Il salvataggio in mare - ha osservato - tra tutti i gesti umanitari è forse il più esemplare, diminuire la capacità dei salvataggi in mare è un attentato alla cultura e alla tradizione europea". E le ong, ha aggiunto, "svolgono un lavoro molto importante. Da quando hanno dovuto ridurre i salvataggi, sono calati anche gli interventi ma la proporzione di morti in mare rispetto a quelli che arrivano continua ad aumentare ed è inaccettabile".

I migranti, ha poi ribadito Grandi, "non devono essere riportati in Libia perché non è assolutamente un posto sicuro. Se si continuerà ad affrontare la crisi con una logica nazionalista come avviene anche in Italia si sbaglierà sempre: questi temi vanno affrontati globalmente".

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