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Ocse: Italia maglia nera per spesa istruzione. Neet un ragazzo su 4

Troppi letterati e pochi economisti

In Italia un ragazzo tra i 15 e i 29 anni su 4 (26%) non è occupato o non è iscritto a un percorso di formazione (Neet), contro una media Ocse del 14%. Il picco si registra soprattutto in Campania, Calabria e Sicilia, dove è Neet più di un giovane su tre. Peggio dell'Italia per numero di Neet c'è solo la Turchia. E' quanto emerge dal rapporto Ocse "Uno sguardo sull'istruzione 2017", diffuso oggi. In Campania, Sicilia e Calabria la percentuale di Neet raggiunge rispettivamente quota 35%, 38% e ancora 38%. In Sardegna e Puglia il 31%. Le aree con meno Neet sono Bolzano (10%), Veneto, Emilia Romagna e Trento (16%).

Italia maglia nera nell'area Ocse per la spesa pubblica complessiva nell'istruzione nel 2014. È quanto afferma l'organizzazione nel suo ultimo studio, sottolineando che Roma ha riservato il 7,1% della spesa delle amministrazioni pubbliche al ciclo compreso tra la scuola primaria e l'università. Un calo del 9% rispetto al 2010, secondo il rapporto "indice di un cambiamento nelle priorità delle autorità pubbliche piuttosto che di una contrazione generale di tutte le spese governative".

Troppi laureati nelle materie umanistiche e troppo pochi in quelle economiche che garantirebbero una maggiore possibilità di occupazione. E' il dato che emerge dall'analisi dell'Ocse presentata nell'ambito di una iniziativa organizzata e coordinata dall'Associazione Treellle presieduta da Attilio Oliva. Dal quale emerge, tra l'altro, che le donne sono ancora troppo spesso laureate in discipline a basso tasso di occupazione.

Belle arti, discipline umanistiche, scienze sociali, giornalismo e informazione: questi i campi di studio preferiti in Italia, dove nel 2016 si è registrato il 30% dei laureati, il numero più importante nell'area Ocse. Lo riporta l'organizzazione nel report 'Uno sguardo sull'istruzione 2017'. Bene anche le discipline scientifiche, che hanno avuto il 24% dei laureati, un dato di poco inferiore alla media Ocse. In linea con il trend dei paesi appartenenti all'organizzazione, l'Italia ha un maggior numero di uomini laureati nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (79% di primo livello e 86% di secondo) e nell'ingegneria, produzione industriale ed edile (69% e 73%). Le donne sono più presenti nei campi del giornalismo, nell'informazione, nelle scienze umanistiche, nella sanità e nei servizi sociali, con il 60% di lauree conseguite. Il settore educativo, però, è quello in cui si registra un totale predominio femminile, con il 95% di lauree di primo livello e 91% di lauree di secondo livello. In questo settore l'Italia presenta il divario di genere più importante dell'area Ocse.

 

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