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Fingeva vaccini: infermiera, vivo dentro a un incubo

Intervista a Gazzettino, io favorevole, forse anomalie

"Non capisco. Vivo dentro un incubo". Così l'assistente sanitaria trevigiana, sospettata di aver finto di vaccinare bambini in Veneto e Friuli Venezia Giulia, tra l'altro inducendo la 'task force' di quest'ultima regione a richiamare 7.000 piccoli per un richiamo, si difende in un'intervista pubblicata oggi su Il Gazzettino.
    La stima di metà bambini 'scoperti' dalla profilassi in FVG, per la donna "è sicuramente un'anomalia che non so spiegarmi. So però per certo che può bastare uno sbalzo di temperatura per far perdere efficacia a un vaccino". Sottolinea inoltre che a Udine, a differenza di Treviso "non c'è un confronto con i dati delle mie colleghe. Se anche per loro le percentuali fossero simili alle mie non ci sarebbe più un'anomalia".
    L'assistente ribadisce quindi di essere "sempre stata favorevole, e lo sono ancora, alle vaccinazioni. Dovrebbero poi spiegarmi perché e con quali criteri avrei scelto i bambini da vaccinare rispetto a quelli da non vaccinare", e di avere "la coscienza a posto. So di aver fattos empre il mio dovere durante le vaccinazioni. Ho seguito i protocolli con scrupolo, eseguendo le operazioni con professionalità perché le ritenevo giuste", conclude. 
   

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