Cronaca

Truffa blindati: amici Callegaro, verità

Il gruppo su Facebook, 'non avrebbe mai pensato al suicidio'

(ANSA) - BOLOGNA, 28 NOV - Che venga fuori la verità, che sia fatta piena luce. E' la richiesta che emerge con forza dal gruppo Facebook 'Amici del capitano Marco Callegaro', dopo la notizia che la Procura militare di Roma ha iscritto nel registro degli indagati sei ufficiali per truffa militare aggravata, per una vicenda che riguarda il noleggio di mezzi che avrebbero avuto una blindatura minore di quella prevista. L'indagine partì dalla morte dell'ufficiale, nella notte tra il 24 e il 25 luglio 2010, trovato nel suo ufficio all'aeroporto di Kabul, ucciso da un colpo di pistola: il caso fu archiviato come suicidio. Ora i membri del gruppo, quasi 500 persone, chiedono chiarezza sulla morte di Callegaro, residente a Bologna dove vivono la moglie e due figli. "Uno come lui al suicidio non avrebbe mai pensato", uno dei commenti alla notizia condivisa.
    "Io non ci ho mai creduto; Marco amava troppo la vita e la sua famiglia. La via della verità può essere lunga e tortuosa ma alla fine la giustizia trionferà", un altro.
   

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