24 anni fa la strage di via D'Amelio, dagli archivi dell'ANSA

SUL LUOGO DELLA STRAGE

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - ''Si e' proprio lui...'' dice
Pietro Giammanco, procuratore della repubblica di Palermo,
sollevando il lembo di un lenzuolo bianco ed insanguinato sotto
il quale c' e' il corpo orrendamente sfigurato e mutilato del
braccio destro di Paolo Borsellino. Giammanco si porta le mani
al viso, lo nasconde agli obiettivi delle macchine fotografiche
e delle telecamere, e' pallido, sconvolto. ''Mio Dio, mio
Dio...'': la voce del dirigente della Procura e' appena un
soffio.
Quello che si presenta in via Mariano D' Amelio, traversa di
via Autonomia siciliana, alle spalle della Fiera del
Mediterraneo, e' uno scorcio di Beirut. La via d' Amelio e' lung
poco piu' di cento metri e priva d' uscita. Nel palazzo in fondo
a sinistra abita la madre del giudice Borsellino. Questo
edificio e' sventrato sino al quarto piano, l' onda d' urto ha
investitito i due palazzi dirimpettai, scardinandone gli infissi
sino al quarto piano.
Tra i due stabili ci sono una ventina di automobili
incenerite, contorte o danneggiate. Sull' asfalto inondato dagli
schiumogeni dei vigili del fuoco, al centro della strada,
investite in pieno dall' esplosione tre ''Croma'' blindate,
quella del procuratore aggiunto della repubblica Paolo
Borsellino e le altre due di scorta al magistrato.(SEGUE).
QU
19-LUG-92 18:25 NNNN

ZCZC123/0A
U CRO S0A S41 QBKS
MAFIA: SUL LUOGO DELLA NUOVA STRAGE (2)
(ANSA) PALERMO, 19 LUG - La scena e' terribile: chi per
dovere del proprio ufficio si aggira sul teatro della nuova
strage della mafia deve evitare di calpestare resti umani. Due
cadaveri, coperti da lenzuola, sono ancora allineati sul
marcipiapiedi davanti all' ingresso dell' abitazione della
signora Borsellino; un terzo, quello del procuratore aggiunto,
e' stato deposto nell' aiuola del piano rialzato, accessibile
perche' l' esplosione ha scardinato anche la recinzione. Tra gli
investigatori, i magistrati e i giornalisti che si aggirano in
questo scorcio di Beirut, si segnala subito la figura alta di
Giuseppe Ayala. In tanti, vendendolo, hanno un tuffo al cuore
perche' la notizia di una strage in via Autonomia ha fatto
pensare proprio a lui come possibile bersaglio, dal momento che
il parlamentare repubblicano, ex P.M. al Maxi processo, abita in
un residence nella traversa parallela a quella in cui e' stata
compiuta la strage. ''Borsellino e' vivo? gli chiedono i
cronisti?'', ''voglio sperarlo, voglio sperarlo, risponde Ayala,
ma credo proprio di no. Lo hanno colpito davanti la casa di sua
madre... Questa nuova strage indica chiaramente, se ve ne fosse
stato bisogno, chi siano realmente gli uomini che sono in
pericolo di vita a Palermo...''. Dietro i cordoni di polizia
preme una folla enorme, ma non tutti sono curiosi. (SEGUE).
QU
19-LUG-92 18:31 NNNN
ZCZC124/0A
U CRO S0A S41 QBKS
MAFIA: SUL LUOGO DELLA NUOVA STRAGE (3)

(ANSA)- PALERMO, 19 LUG - Mentre le radio e le Tv diffondono
in una citta' spopolata per la giornata festiva e per le vacanze
la notizia dell' attentato con il tritolo, quanti hanno
parenti ed amici che abitano in via D' Amelio si affollano in
cereca di notizie, piangono, pregano le forze dell' ordine di
farli passare. Ma non e' possibile acconsentire alle richieste.
Infermieri, medici, necrofori sono ancora intenti ad una
pietosa terribile opera di raccolta di frammenti di corpi.
''Siamo in guerra, e' una guerra senza esclusione di colpi e
dobbiamo prepararci a resistere, non possiamo illuderci che
questa sia la fine'' dice il sindaco di Palermo, Aldo Rizzo,
prima di appartarsi un momento con magistrati suoi ex
colleghi a Palermo.
Tra questi c' e' Domenico Signorino, anche lui requirente al
maxi processo, che non puo' trattenere la commozione e si
allontana.
(ANSA).
QU
19-LUG-92 18:34 NNNN

 

UCCISIONE BORSELLINO: ''MI SENTO UN MORTO CHE CAMMINA...''

(ANSA) - PALERMO, 19 LUG - Ai giornalisti che gli erano piu'
vicini Paolo Borsellino, nei giorni scorsi, aveva confidato:
''dopo la strage di capaci mi sembra quasi di essere un morto
che cammina, ma questo vi prego di non scriverlo...'' Borsellino
aveva aggiunto di essere ''molto stanco'' ed aveva ancora
osservato: ''tanta gente viene a farmi le condoglianze per la
morte terribile di Falcone e di sua moglie e degli agenti della
scorta, ma io quasi ricavo la senzazione che questi miei
interlocutori vedano in me la prossima vittima''. Borsellino
aveva quindi confidato che ''non avrebbe fatto nulla per
ottenere la momina al vertice della procura nazionale antimafia:
''se mi nomineranno faro' la mia parte, come sempre, ma non mi
sento affatto in corsa... del resto io la mia parte in tutti
questi anni l' ho fatta sino in fondo, pagando pensantemente con
la malattia di mia figlia...''. La figlia minore di Borsellino
era stata colta da anoressia nel 1985, proprio perche' temeva
per la vita di suo padre. Dopo la strage di Capaci, il figlio
Manfredi aveva avuto gravi problemi di salute, anche lui
temendo quanto oggi pomeriggio e' avvenuto. (ANSA).

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