Amianto, "ecco un metodo per renderlo inerte"

Conferenza dell'Osservatorio nazionale l'11 luglio a Bari

"Un metodo scientifico innovativo per rendere inerte il micidiale e pericolosissimo amianto, creando un'opportunità tecnologicamente avanzata di sviluppo di una economia del recupero e dello sviluppo del territorio": è quanto presenterà L'Osservatorio nazionale sull’amianto Ona in Puglia sabato 11 luglio, in un convegno pubblico che si terrà alle 17 nel Castello di Ceglie del Campo a Bari.

Il professor Norberto Roveri illustrerà il metodo di sua invenzione per l’inertizzazione dell’amianto, "la cui applicazione industriale potrebbe concorrere a trasformare il problema amianto in una buona opportunità di sviluppo territoriale diffuso". Seguirà l'intervento del professor Gaetano Veneto, per più di 40 anni ordinario di Diritto del lavoro presso l’Università di Bari e componente del Comitato tecnico-scientifico dell’Ona, il quale presenterà una relazione sul ruolo del diritto del lavoro in materia di tutela della salute e dell’ambiente. L’archotetto Giampiero Cardillo presenterà da parte sua le prime valutazioni tecniche dell’Ona sul metodo 'Roveri'. La dottoressa Maria Grazia Canuto terrà inoltre una relazione sulle tecniche costruttive alternative all’utilizzo dell’amianto.

"Il convegno costituisce la prova che passare dalla protesta alla proposta si può e si deve - afferma l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona -. E' impensabile sconfiggere una economia secolare basata su facili, enormi guadagni se non creando una opposta, concreta 'economia di liberazione' dal veleno amianto, favorendo cointeressenze fra diversi attori pubblici e privati, affinché tutti trovino interesse nella resurrezione dei territori inquinati. Eliminare le 'economie di rapina da bonifica', che trovano alimento nella timidezza istituzionale verso l'uso produttivo della scienza applicata. Si deve promuovere e sostenere ogni iniziativa sul piano locale e nazionale, dove la ricerca trovi applicazione sussidiaria a livello industriale. L'Ona auspica che, come hanno fatto da tempo la Francia e la Germania, l'Italia possa dotarsi di adeguati grandi centri di ricerca operativa, capaci di affiancare gli scienziati di pregio, che non mancano nel nostro Paese, per passare, in sicurezza, dal laboratorio all'industria. La compressione dei costi del disinquinamento mediante nuove tecniche deve essere una delle principali fonti di ristoro delle iniziative pubblico-private sul territorio. Valore d'impresa e istituzioni efficaci ed efficienti, finalmente insieme. Anche in Italia. Nel frattempo occorre sostenere le sperimentazioni possibili, basate su scoperte, come quella del prof. Roveri, che hanno avuto successo in laboratorio, allorquando, in mancanza di idonee strutture operative post-scoperta, l'iniziativa di privati voglia cogliere a proprio rischio le opportunità che nascono da una scoperta scientifica. Coraggio istituzionale e della società civile, ciascuno con i propri specifici obiettivi di servizio del bene comune, possono aprire nuovi scenari e prospettive a basso costo del disinquinamento, rispetto allo stallo attuale per costi insostenibili. Occorre trasformare un grave problema in una grande opportunità di sviluppo di una sana economia del recupero dei territori inquinati. La sola scienza e le sole battaglie giudiziarie, che l'ONA sostiene ogni giorno, con ogni sforzo, non ci salveranno dall'amianto".

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