Torre Warka Water produce acqua 'strappandola' all'aria

Idea di architetto italiano, prototipo installato in Etiopia

Una speciale rete per catturare l'umidità dell'atmosfera e trasformarla in acqua potabile, fino a 100 litri al giorno: si tratta di Warka Water, un progetto dell'italiano Arturo Vittori, il cui primo prototipo è stato installato in Etiopia, per dare da bere agli abitanti del villaggio di Dorze. All'inaugurazione di questa rivoluzionaria torre, ispirata alla natura e antiche pratiche e realizzata con la collaborazione degli abitanti, ha partecipato anche l'ambasciatore italiano Giuseppe Mistretta.

    In molte regioni del mondo l'accesso è un problema enorme, con ripercussioni sia sociali che economiche e spesso la creazione di pozzi per raggiungere le falde nel sottosuolo si rivela quasi impossibile. Per cercare di risolvere questo problema, Vittori e i suoi collaboratori hanno messo a punto il progetto Warka Water, delle 'torri' alte 10 metri formate da una struttura di bambù, una rete plastica per far condensare l'acqua presente nell'aria e un collettore per raccogliere l'acqua (fino a 100 litri al giorno) e eliminarne le impurità. La realizzazione richiede la partecipazione di 6 persone in appena 4 giorni senza bisogno di energia elettrica o complessi strumenti, il tutto ad un costo inferiore ai 1000 euro. Uno degli obiettivi di Warka Water è di integrare anche le tecniche e gli strumenti locali di costruzione in modo di dare vita a una comunità di costruttori che possano costruire nuove torri e curarne la manutenzione.

    Dopo le prime fasi di test a Bomarzo, nel Lazio, e una raccolta fondi online, la prima Warka Water è stata ora installata in un villaggio in Etiopia per fornire acqua ai suoi abitanti.
   

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