Cronaca

In famiglia il maggior numero di omicidi

175 nel 2012. 1.838 nell'ultimo decennio. 50% in contesto coppia

E' la famiglia il contesto in cui avviene il maggior numero di omicidi in Italia. Il dato emerge dall'ultimo rapporto Eures-ANSA sull'omicidio volontario.
    Il rapporto indica un calo delle uccisioni: sono state 526 nel 2012. Si tratta del minimo storico degli ultimi 40 anni. Il decremento è stato del 67,8% rispetto al 1990, quando gli omicidi erano stati 1.633.
    Così come gli omicidi in generale, anche quelli in famiglia (175 su 526) nel 2012 sono in calo (-10,3%) rispetto al 2011.
    Mentre in forte aumento (+25,8%) risultano quelli compiuti dalla criminalità comune (122). Seguono quelli da criminalità organizzata (84). Tra i 419 autori noti di omicidio volontario censiti nel 2012, il 91,4% è un uomo e l'8,6% donna. Nel contesto familiare e affettivo la vittima è principalmente donna (61,1%), di età compresa tra i 25 e i 54 anni. Mentre il killer in oltre 9 casi su 10 è un uomo. Gli omicidi 'nella coppia' interessano quasi la metà delle vittime totali di uccisioni in famiglia.

    Al Nord la famiglia si conferma il principale ambito omicidiario (con 82 vittime, pari al 47,1% delle vittime dell'area), prevalendo significativamente sulla criminalità comune (37 vittime, pari al 21,3%), sugli omicidi tra conoscenti (14,9%) e sugli altri contesti minoritari. Al Centro è invece la criminalità comune a registrare il primato delle vittime (28 quelle censite, pari al 38,4% dell'area), prevalendo di poco sull'ambito familiare (27 casi, pari al 37%). È il Sud a distaccarsi dal restante territorio, prevalendo anche nel 2012 gli omicidi compiuti dalla criminalità organizzata (28,7%), che superano quelli del contesto familiare o affettivo (23,7%) e della criminalità comune (20,4%).

    Nell'ultimo decennio (2003-2012) si contano complessivamente in Italia ben 1.838 omicidi volontari consumati all'interno della sfera familiare o affettiva, con una media annua di 184 vittime, pari, esattamente, ad una vittima ogni 2 giorni, ed un andamento complessivamente costante (i valori risultano compresi tra i 167 casi del 2007 ed i 201 del 2003).
    Nel 2012 gli 'omicidi nella coppia' continuano ad interessare quasi la metà delle vittime totali di omicidio in famiglia (49,1% del totale), con valori sostanzialmente stabili negli anni (45% nel 2010 e 51,3% nel 2011). All'interno della relazione di coppia coniugi e conviventi risultano le figure più a rischio (34,9% dei casi, pari a 61 vittime nel 2012).
    Nei primi sei mesi del 2013 sono state uccise 81 donne, di cui il 75% nel contesto familiare o affettivo. L'Italia è comunque tra i Paesi meno esposti in Europa a questa tipologia di delitto. 

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