• Tricolore d'Italia a mezz'asta per il Coronavirus, sindaco ammaina bandiera Ue

Tricolore d'Italia a mezz'asta per il Coronavirus, sindaco ammaina bandiera Ue

Un minuto si silenzio in segno di vicinanza ai familiari e di partecipazione nazionale al cordoglio delle comunità più colpite. L'ANSA aderisce all'iniziativa promossa dai sindaci

Il 30 marzo alle ore 12 l'Italia si è fermata per rendere omaggio a tutte le vittime del Coronavirus, in segno di vicinanza ai familiari e di partecipazione nazionale al cordoglio delle comunità più colpite dalla pandemia.

 

 

L'iniziativa, partita dai sindaci italiani, si è allargata ad altre istituzioni: la bandiera italiana a mezz'asta è stata esposta su tutti gli edifici pubblici. I primi cittadini della Penisola infatti, con indosso la fascia tricolore, si sono presentati davanti ai propri municipi in silenzio e con le bandiere esposte a mezz'asta "in segno di lutto" e in "segno di solidarietà con tutte le per comunità che stanno pagando il prezzo più alto".

Tra i primi a mettere a lutto le bandiere è stato il Quirinale: sul balcone della piazza sono state fatte scendere a mezz'asta dai corazzieri.

Anche il Vaticano partecipa: la Santa Sede fa sapere che esporrà le bandiere a mezz'asta, a lutto, per esprimere la propria vicinanza alle vittime della pandemia in Italia e nel mondo, alle loro famiglie e a quanti generosamente lottano per porvi fine.

Tra i tanti che hanno aderito all'iniziativa c'è anche il caso del sindaco di Limone Piemonte Massimo Riberi che ha ammainato la bandiera dell'Unione Europea dal Municipio. "Non sono antieuropeista - spiega - ma non condivido la scelta dell'Europa di non prendere decisioni e iniziative immediate a favore dei Paesi più colpiti dal Covid-19. La gestione di questa emergenza non può essere demandata ai singoli Stati", sostiene il sindaco della località montana. "In questa situazione nessun Paese deve essere lasciato solo - aggiunge -. Farò issare nuovamente la bandiera quando ci saranno risposte chiare dall'Europa. Uniti ce la faremo".

 

 


Per ricordare i tanti morti di questa guerra silenziosa che non hanno potuto avere nemmeno avere un degno funerale e se sono andati senza il conforto degli affetti, i sindaci hanno organizzato questa cerimonia a distanza che non infrangerà le dure regole del distanziamento sociale. A proporla per primo è stato il presidente del Provincia di Bergamo e sindaco di Calcinate, Gianfranco Gafforelli, che si trova in una delle zone dove si contano più morti.

VIDEO - L'Italia unita nel lutto



Poi il presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Antonio De Caro ha fatto sua la proposta ed ha inviato una lettera a tutti i sindaci per chiedere la condivisione dell'iniziativa. 

 

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