A Norcia casette diventano 'nido' per coppie

Dopo sisma giovani scelgono le Sae per non lasciare città

(di Gianluigi Basilietti) (ANSA) - NORCIA (PERUGIA), 15 MAR - Le giovani coppie a Norcia scelgono di vivere nelle Sae pur di non lasciare la città. Una sorta di remake di "Due cuori e una capanna", dove questa volta è la casetta a diventare il nido d'amore. "Ne abbiamo assegnate, a mano a mano che si liberano con il procedere della ricostruzione, già una quindicina e ci sono almeno altre dieci coppie in lista d'attesa", spiega all'ANSA Giuseppina Perla, assessore comunale ai Servizi sociali. La condizione per richiedere la casetta, oltre che essere residente a Norcia, è che si deve provenire da un nucleo famigliare che abbia subito danni gravi al proprio alloggio dal sisma 2016. A scegliere di vivere in una Soluzione abitativa di emergenza sono stati anche Melania Veneri ed Emanuele Zelli, assieme al piccolo Gioele di appena due anni. "È già più di un anno che viviamo nella casetta, l'abbiamo un po' personalizzata introducendo qualche mobile e dipingendola a nostro gusto", raccontano i due freschi sposi appena trentenni. La nursina doc che ha avuto diritto alla Sae, in base a una specifica ordinanza della Protezione civile nazionale, è Melania, mentre Emanuele arriva da una frazione di Leonessa, sul territorio laziale. "Subito dopo il terremoto - racconta la giovane mamma - mi ero trasferita un paio di mesi a Roma, ma ho presto capito che il mio posto era qui a Norcia e così sono tornata a vivere con i miei genitori nella loro Sae". Poi arriva Gioele. "In un primo momento avevamo trovato una casa in affitto, poi per necessità di salute siamo dovuti andare a vivere alcuni mesi con i miei genitori, fino a che non abbiamo avuto questa opportunità", aggiunge Melania. "Ci troviamo bene nella casetta, l'abbiamo resa un po' più accogliente, anche se durante il primo lockdown è stato un complicato restare chiusi qua dentro", racconta Emanuele, mentre a fatica tiene il bimbo intento a uscire nel vialetto antistante dove c'è un piccolo parco giochi. "Ma - aggiunge il papà - la scelta di iniziare il proprio percorso di unione dentro una Sae lo suggeriamo a tutte le giovani coppie, se mosse dal sentimento di restare nella terra in cui sono nate e cresciute". "La ricostruzione di Norcia e delle altre realtà terremotate inizia dalla scelta di restare in queste zone", sottolinea Melania. "Quando Gioele sarà grande - conclude la mamma - gli racconteremo quanto sia stato difficile affrontare il terremoto e la pandemia insieme, ma gli racconteremo anche la felicità che oggi viviamo come famiglia, malgrado abitiamo dentro una Sae. Almeno fino a quando non sarà ricostruita la casa dei miei genitori". Il tema della destinazione delle cassette, man mano che la ricostruzione avanza, è già sui tavoli delle istituzioni. "Alcune andranno forse rimosse, ma altre potrebbero essere un patrimonio importante da sfruttare anche a fini turistici", spiega l'assessore Perla. (ANSA).

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