Sisma&Ricostruzione

Terremoto: Acquaroli, ricostruzione e sviluppo aree interne

Marche, spinta su infrastrutture. Zes e Pedemontana in Recovery

(ANSA) - ANCONA, 12 APR - "Se da una parte deve andare avanti la ricostruzione fisica, dall'altra è necessaria una programmazione forte in grado di fornire le condizioni per lo sviluppo, di alzare gli indici di attrattività per scongiurare il fenomeno dell'abbandono e dello spopolamento dei territori". Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli durante la conferenza stampa con la ministra per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini, il commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini e l'assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli. Il governatore ha ringraziato la ministra per la visita e l'attenzione verso le Marche. "Abbiamo rappresentato al Ministro - ha spiegato - l'impegno per orientare gli sforzi non solo della ricostruzione ma anche della post-ricostruzione, per restituire cioè una quotidianità alla popolazione di oltre 80 comuni marchigiani e uno sviluppo delle aree interne". "In tal senso - ha aggiunto - anche il tema delle infrastrutture resta centrale, per essere competitivi e per assicurare qualità dei servizi sanitari. Abbiamo proposto misure di agevolazione fiscale e di inserire interventi nel Recovery Plan, come la Pedemontana delle Marche". Gelmini parlerà anche di tale infrastruttura con il ministro Giovannini. Gelmini ha ricordato come anche le Marche abbiano pagato un "prezzo altissimo di vittime per la pandemia". Ma "stiamo vedendo la fine dell'incubo anche grazie al buon lavoro che questa Regione sta conducendo nella campagna vaccinale, soprattutto sulla fascia degli over 80 che per il 50% hanno già ricevuto la seconda dose. Elemento fondamentale e decisivo per poter programmare le riaperture in sicurezza". "Abbiamo sollecitato al ministro Gelmini - ha sottolineato l'assessore Castelli - che il tema del terremoto e della ricostruzione non è una questione locale, ma nazionale. Dipende da come si darà soluzione a questi temi se il Centro Italia non cadrà in una crisi profonda. Sono territori già duramente colpiti da crisi economiche antecedenti la pandemia, dagli effetti negativi delle crisi bancarie e dal sisma. Per questo ritengo che Recovery Plan e Contratto Istituzionale di Sviluppo debbano essere gestiti con il coinvolgimento della Regione". (ANSA).
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