Vaccini: sindaci sisma, priorità a chi vive in Sae

Impossibile distanziamento o isolamento

(ANSA) - CASTELSANTANGELO SUL NERA, 06 APR - Vaccinazioni anti Covid prioritarie per i residenti delle zone colpite dal terremoto del 2016 nell'Italia Centrale e in particolare per chi vive nelle casette Sae, Mapre e in altri alloggi di emergenza. A chiederlo sono i sindaci di Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso (Macerata), tre Comuni dell'Appennino Marchigiano fortemente danneggiati dagli eventi sismici di oltre 4 anni fa. La proposta, firmata da Mauro Falcucci, Silvia Bernardini e Gian Luigi Spiganti, è stata inviata al commissario straordinario per l'emergenza pandemica, il generale Francesco Paolo Figliuolo, al capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio, al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e all'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini. "Come sapete i nostri tre Comuni, Visso, Ussita e Castelsantangelo Sul Nera sono tra quelli maggiormente danneggiati dagli eventi sismici, al punto tale che la quasi totalità della popolazione residente vive nelle strutture emergenziali. Nello specifico - scrivono i tre sindaci - gran parte della popolazione attualmente residente vive in soluzioni di ridotte dimensioni, 40 o 60 metri quadrati, munite di un solo servizio igienico, realizzate in villaggi con una elevata densità abitativa". "Potete capire le enormi difficoltà a garantire un adeguato distanziamento sociale e l'impossibilità per chi risultasse positivo al Covid ad isolarsi nell'ambito della propria soluzione abitativa rispetto al resto del nucleo familiare", sottolineano gli amministratori. Da qui la proposta di prevedere nell'ambito del Piano vaccinale anti Covid-19 la possibilità di eseguire la vaccinazione di tutte le persone residenti nei Comuni colpiti dal sisma, in particolare di coloro che vivono nelle soluzioni abitative di emergenza, "in deroga ai criteri generali adottati al livello nazionale al fine di contenere la possibilità di diffusione dell'epidemia", aggiungono i sindaci. Che evidenziano: "Considerati i ridotti numeri di persone residenti nei Comuni colpiti dal sisma e viventi in soluzioni emergenziali, riteniamo che tale deroga consentirebbe di assicurare che comunità piccole come le nostre, già duramente provate dal sisma, che vivono in ambiti montani dove è anche molto difficoltoso garantire servizi di assistenza domiciliare e quindi particolarmente vulnerabili, possano raggiungere l'immunità di gregge senza sostanziali ripercussioni sulla campagna vaccinale nazionale". Infine, i sindaci auspicano che l'anticipo di vaccinazione possa riguardare anche i dipendenti comunali e coloro che vivono stabilmente in queste aree, magari perché impegnati nella ricostruzione post sisma. (ANSA).
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