Spi Cgil, a Norcia quinta Pasqua nei container

Per sindacato pensionato ricostruzione "avanti a rilento"

(ANSA) - PERUGIA, 02 APR - Dopo il terremoto del 2016, gli abitanti di Norcia e della Valnerina "saranno per il quinto anno consecutivo costretti a trascorrere la Pasqua fuori dalle loro case, nei container": lo denuncia lo Spi Cgil. Per il sindacato dei pensionati "la ricostruzione va avanti a rilento, anche se dopo gli interventi del nuovo commissario Giovanni Legnini si incomincia a intravedere una lenta ripresa. Ma serve accelerare". "Il tempo - è detto in una nota dello Spi Cgil - non è una variabile indipendente. Perché nel frattempo, dopo cinque lunghi anni Norcia e la Valnerina si vanno spopolando. E non bisogna vincere solo la sfida della ricostruzione, va sconfitto anche l'abbandono di quei territori, che rappresentano l'anima vera e autentica dell'Umbria. I dati ci dicono che dal 2012 Norcia è passata dai 4.896 abitanti del 2012 ai 4.724 del 2020 con una perdita del 2,5%. La perdita di abitanti sarebbe stata più pesante e significativa se non ci fosse stato l'apporto positivo degli immigrati stranieri che passano dai 453 del 2012 ai 466 del 2020, con un aumento del 2,2%. L'insediamento degli immigrati a Norcia ha frenato, contrariamente agli altri comuni della Valnerina, il crollo del tasso di natalità". "I tanti pensionati che risiedono nella città di San Benedetto - sostiene ancora il sindacato - percepiscono una pensione di vecchiaia media mensile pari a 948 euro, il 5% in meno rispetto alle già basse pensioni medie a livello regionale, il 13 % meno della media delle pensioni presenti sul territorio nazionale. Inoltre, ben 272 nursini percepiscono l'indennità di accompagnamento. Tutti questi dati ci fanno dire che sarebbe più che mai necessario riaprire il confronto sul futuro economico e sociale di Norcia e della Valnerina". (ANSA).
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