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Alimentare: a Castel di Lucio la "tuma" diventa "murriti"

I mastri casari modellano forme di cavallucci e colombe

Redazione ANSA PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 26 NOV - Con dovizia di particolari e con un artificioso lavoro, dalla "tuma", tipico formaggio siciliano, che emerge dal siero caldo, gli esperti 'mastri' casari di Castel di Lucio, piccolo borgo del Messinese che si trova a ridosso dei Monti Nebrodi, diventano artisti modellando graziose forme di cavallucci e colombe tanto ricercati ed apprezzati da grandi e piccini. Si tratta dei "murriti", termine prettamente dialettale dal verbo "murritiari" che significa perder tempo, in questo caso a realizzare cose sfiziose che richiedono molta cura. Una capacità che va, quindi, oltre la normale produzione di canestrato, provola e ricotta. La zootecnia come principale fonte dell'economia cittadina di Castel di Lucio; anche lo stemma comunale, rinnovato negli anni Settanta del secolo scorso, che riporta al centro un bovino è la conferma di un territorio vocato all'attività legata al bestiame che ovviamente sa trasformarsi automaticamente in produzione lattiero-casearia.
    Da qualche decennio, i terreni, prima usati nella produzione del grano, sono stati convertiti esclusivamente al pascolo, per questo motivo si è favorita la produzione dei prodotti derivati dal latte. Per valorizzare e promuovere i prodotti caseari come canestrato, provola e "murriti" è stata istituita nel 1990 dal comune di Castel di Lucio la "Sagra du Cascavaddu", che si svolge ogni anno il 17 agosto. Il canestrato è un formaggio a struttura compatta, presenta una forma cilindrica e una crosta che mostra i segni del canestro (fascere di giunco) dove viene sistemata la "tuma" per sgocciolare. La provola, invece, è un formaggio stagionato, a pasta filata, caratterizzato da un impasto semiduro di colore giallo paglierino. La lavorazione della provola è molto più lunga rispetto a quella del canestrato tanto da richiedere abilità manuali particolari. La sua forma iconica, a pera strozzata, a otto o a sacchetto, la distingue da tutti gli altri formaggi, rendendola altamente riconoscibile sia in Italia che nel mondo. Da qualche anno la provola dei Nebrodi è stata dichiarata Dop dall'Unione Europea: attraverso un apposito disciplinare se ne identifica la provenienza e la lavorazione specifica. "Oggi a Castel di Lucio esistono oltre 70 microaziende zootecniche tutte a gestione familiare - sottolinea il sindaco Pippo Nobile - di cui tre sono dotate di caseificio e producono giornalmente i prodotti lattiero-caseari che vengono immessi giornalmente sul mercato. Un 'economia fondamentale per il nostro territorio che intendiamo sostenere a tutti i livelli". (ANSA).
   

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