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Libano ferito nelle foto di Kassatly esposte a Gibelllina

Reportage "Da Beirut ad Aleppo" in visione anche a Palermo

Redazione ANSA GIBELLINA

(di Giovanni Franco) (ANSA) - GIBELLINA, 23 GIU - Dalle immagini traspare l'antico splendore di un passato glorioso in una terra ora martoriata dalle ferite delle bombe, ma pronta rinascere a nuova vita. "Da Beirut ad Aleppo" è il viaggio compiuto da Houda Kassatly che ha realizzato un reportage. Le sue foto saranno presentate alle ore 18 sabato 25 giugno a Palazzo Sant'Elia a Palermo e domenica 26 giugno al baglio di Stefano a Gibellina (Trapani), nell'ambito della rassegna "La stanza di Ludovico Oggetti ad arte per il Museo delle Trame Mediterranee" in ricordo del suo fondatore, Corrao.
    Gli scatti ripercorrono la storia recente della capitale libanese, dalla fine della guerra civile all'indomani dell'esplosione del 4 agosto 2020, e documentano le distruzioni che, durante la guerra, hanno devastato Aleppo in Siria con una serie di fotografie realizzate nel 2018 per l'Unesco. "Il rigore maestoso delle istantanee di Kassatly ci riporta in Medio Oriente, nei luoghi orfani di guerra. Immagini belle, nitide, mostrano case dove non resta traccia di vita, solo quel che lasciano supporre gli spazi familiari violati dalle brutali esplosioni. Di Aleppo rimane il riflesso dell'antico splendore architettonico dei sultani mamelucchi (XIII-XVI sec.). Ombre proiettate sulle pareti o sulle macerie sparse per terra. Un cielo terso osserva brandelli di finestre che si affacciano su prospettive chiuse da mura, o su cortili senza uscita", affermano gli organizzatori dell'evento. "Nelle zone di guerra non c'è futuro in vista. Sono andati via quasi tutti, forse per sempre. Chi osserva si chiede dove siano finite quelle famiglie, forse a Lesbo o forse disperse nei campi profughi a Oriente o nelle periferie del nostro algido occidente. Poi si arriva alla periferia di Beirut e quel che più colpisce è l'abbandono, le case sono state svuotate per ricostruire altrove. Gli echi delle voci lontane si trovano solo nei versi drammatici dei poeti in esilio. I corpi sono spariti, e con pudore l'artista ci mostra le stanze deserte, e del ricordo delle vite vissute in quei luoghi riconosciamo le tracce nell'ordinata pulizia delle macerie. Non vi sono altri segni di vita, solo eleganti rifiniture di un antico benessere", spiega l'autrice. E aggiunge: "Da queste immagini di un mondo sofferente nasce il desiderio di ricostruire la speranza, e questa è come Beirut, una fenice che rinasce dopo le guerre grazie alla volontà delle persone". Houda Kassatly, 62 anni, di Beirut ha conseguito un Dea in Filosofia presso l'Università Paris I Panthéon, Sorbona, nel 1984 - Nanterre. Dal 1986, tornata nella sua città natale, indirizza la sua vita professionale verso la ricerca e la fotografia. Nel1987 la fototeca del Centre Georges Pompidou di Parigi ha acquisito un centinaio di sue foto. Nel 1992, l'Institut du Monde Arabe ha ospitato la sua prima mostra personale. Da allora, le opere fotografiche di Kassatly sono state regolarmente esposte, sia in gallerie che in centri d'arte a Beirut e in Europa. (ANSA).
   

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