Covid: supporto psicologico all'hub della Fiera Palermo

Costa, per anni dovremo affrontare il tema della riabilitazione

(ANSA) - PALERMO, 24 FEB - Tra i vari professionisti impegnati alla Fiera del Mediterraneo, nel centro palermitano allestito per l'emergenza Covid-19, ce ne sono dieci che offrono supporto psicologico con servizio telefonico attivo 7 giorni su 7, dalle 8 alle 20. Da una parte del telefono ci sono psicologi e psicoterapeuti, dall'altra i pazienti che vengono accompagnati lungo un percorso che, su segnalazione dei medici dell'Asp e tramite le Usca, viene avviato dopo il primo tampone molecolare positivo.
    In appena un mese sono stati contattati oltre mille pazienti ed erogate quasi duemila prestazioni, alcune delle quali in favore di medici e infermieri che combattono in prima linea nella battaglia contro la pandemia. Nel padiglione 16 del polo fieristico si intrecciano le storie di quelle persone alle quali il virus ha stravolto la vita.
    "Pensare a un reale ripresa - dice Gaetana D'Agostino, presidente regionale dell'Ordine degli psicologi - significa porre l'attenzione sulla salute psicologica. Ritengo necessario e prioritario cominciare a investire sul settore e non attivarsi solo in situazioni emergenziali".
    "Il nostro intervento - raccontano i professionisti - per alcuni può trasformarsi in un'opportunità per rivedere determinati aspetti della vita, intervenendo sia sulle fasi acute che sui livelli di resilienza. Il feedback che riceviamo dai pazienti è la percezione di un innalzamento dei livelli assistenzali che può avere ricadute positive. Anche in relazione ai cosiddetti caregiver, soggetti che oggi monitorano 24 ore su 24 i parametri dei familiari assistiti e devono mantenere la lucidità, fornendo indicazioni utili per evitare l'ospedalizzazione".
    "Il servizio offerto dagli psicologi - spiega il commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 a Palermo, Renato Costa - è un valore aggiunto che consideriamo fondamentale. Per anni dovremo affrontare il tema della riabilitazione dei soggetti che hanno avuto il Coronavirus e in questo senso la psicologia clinica avrà un ruolo sempre più ampio. Per il futuro stiamo pensando di creare un dipartimento polidistrettuale per farci carico dei pazienti e della loro ripresa sotto il profilo motorio, respiratorio e anche psicologico". (ANSA).
   

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