Coronavirus: Garibaldi-Nesima, dimessi altri sei pazienti

Sono 23 le persone che hanno lasciato l'ospedale di Catania

(ANSA) - CATANIA, 7 APR - Altro sei pazienti affetti da Covid-19, tre dei quali completamente negativizzati, sono stati dimessi dall'ospedale Garibaldi-Nesima di Catania. Sale a 23 il numero delle persone che hanno lasciato, dall'inizio della pandemia, l'unità operativa di Malattie infettive diretta dal Prof. Bruno Cacopardo. Alcuni di loro sono già a casa, altri sono in quarantena in alberghi, in applicazione di uno specifico provvedimento del Presidente Regione Siciliana, Nello Musumeci, per creare una fase di isolamento intermedio in ragione della negativizzazione ripetuta dei tamponi di controllo.
    Nella Terapia Intensiva del Garibaldi-Centro, diretta dalla dottoressa Daniela Di Stefano, è stato registrato il decimo paziente estubato dall'inizio della pandemia. Tra la giornata di ieri e quella di oggi sono già quattro i pazienti che lasciano la Rianimazione e le procedure di ventilazione invasiva per essere ospitati nella nuova struttura dedicata ai casi di intermedia gravità, sotto la direzione del dott. Rosario Oliveri e quella del dott. Carmelo Terrasi, collocata interamente all'interno nella "Palazzina Signorelli". Su settanta tamponi eseguiti ieri dalla Patologia Clinica di Presidio, diretta dalla dott.ssa Titti Di Naso, è risultato un solo caso di nuova positività, pe un controllo fuori provincia.
    "Stiamo ottenendo - ha detto Fabrizio De Nicola, direttore generale dell'Arnas Garibaldi - risultati confortanti grazie al lavoro di tutto il personale, sia quello sanitario che quello amministrativo e dei servizi. Abbiamo fatto scelte importanti e, spesso, anche invasive, ma sempre con uno sguardo diretto al futuro, quando sarà necessaria la riorganizzazione delle attività rispetto alla seconda fase della pandemia".
    In applicazione dei protocolli fissati dall'assessore regionale alla salute, Ruggero Razza, la direzione sanitaria aziendale, diretta da Giuseppe Giammanco, ha "messo a punto le attività integrate con le funzioni di controllo dei contatti stretti con il personale che, ove evidenziati, saranno prontamente gestiti dalle direzioni mediche di presidio, coordinate a Nesima dalla dottoressa Lita Manciagli e al Centro dal dottore Sebastiano De Maria, allo scopo di limitare i rischio di diffusione intra-ospedaliera del virus". (ANSA).
   

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