Dopo fondi Ue bus vuoti a Palermo

Esaminati progetti cofinanziati da Unione in 8 città di 4 Paesi

    I progetti cofinanziati dall'Ue a Napoli e Palermo per aumentare l'uso dell'autobus e del tram hanno "subito notevoli ritardi". E una volta che "i progetti sono stati completati, il numero effettivo di utenti è risultato significativamente inferiore a quello programmato". E' quanto si legge in una relazione della Corte dei Conti Ue sulla mobilità sostenibile, redatta dopo aver visitato otto città in quattro Paesi europei (Italia, Spagna, Germania e Polonia). Solo nel caso di Madrid l'uso dei trasporti collettivi è risultato competitivo con quello dell'auto, con un miglioramento del traffico negli anni.
    La relazione esamina i lavori per la linea 1 della metropolitana e l'acquisto di nuovi autobus a Napoli, con costi rispettivamente di 573 e 14 milioni di euro, di cui 430 e 11 da fondi Ue. A Palermo, i revisori hanno esaminato la costruzione della linea del tram e l'acquisto di autobus nuovi, con 137 e 11 milioni di euro stanziati (103 e 8 dall'Ue). Nonostante l'acquisto di nuovi bus, inoltre, sia nel capoluogo campano che in quello siciliano l'età media del parco vetture è aumentata dal 2013 al 2018 da 12,1 a 13,4 anni per Napoli e da 10,3 a 12,4 anni per Palermo. In generale, sottolineano i revisori Ue, nonostante i finanziamenti Ue nelle città europee non c'è stata "riduzione significativa nell'uso dell'automobile e l'inquinamento in molte città tuttora supera i limiti di sicurezza".
   

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