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>>>ANSA/Voto Sicilia e Palermo, s'affolla parterre candidati

Fra auto-candidature e disponibilità;Musumeci e De Luca in corsa

(ANSA) - PALERMO, 03 GEN - Nuovo anno, nuovi nomi. La lunga stagione elettorale già partita in Sicilia col voto a Palermo in primavera e alla Regione in autunno, si arricchisce ogni giorno che passa di auto-candidature e di disponibilità sia nel centrodestra sia nel centrosinistra. Nonostante appaia quasi scontato, almeno sentendo alcuni big della politica siciliana e non solo, che la deadline per le scelte ufficiali dei partiti sarà l'elezione del Capo dello Stato, le rose dei due schieramenti s'ingolfano sempre di più. In attesa delle investiture formali c'è chi già è in campo.
    Per le regionali il primo a partire è stato Cateno De Luca: da battitore libero l'attuale sindaco di Messina è in campagna elettorale da più di due mesi e più volte ha sottolineato che si ritirerà solo se il centrodestra si presenterà con una candidatura alternativa a Nello Musumeci. Ma il governatore, nonostante la coalizione non si sia espressa, ha rotto gli indugi da un po' di tempo, formalizzando la sua ricandidatura.
    Nella vorticosa ridda di voci ricorre il nome di Raffaele Stancanelli (FdI), mentre per due volte è stata smentita la candidatura del manager di Intesa Gaetano Miccichè, che rimane il "sogno" del fratello Gianfranco, leader di Forza Italia nell'Isola.
    Nel centrosinistra, invece, l'ultimo in ordine di tempo a dare la propria disponibilità è l'eurodeputato del M5s Dino Giarrusso, pronto a correre e a fare le primarie se mai la coalizione le organizzerà; l'ex Iena si aggiunge a Claudio Fava, il leader del movimento Centopassi e attuale presidente dell'Antimafia siciliana, il primo a proporsi nel tentativo di riportare il centrosinistra alla guida della Regione dopo l'esperienza Crocetta. Non fa mistero di un suo interesse a riprovarci Giancarlo Cancelleri, sottosegretario ai Trasporti e "anima" della versione originaria del M5s. Si è tirato indietro, svincolandosi da chi ha cercato di prenderlo per la giacchetta, Peppe Provenzano, attuale vice segretario del Pd; ci pensa Leoluca Orlando, mentre tra i rumors indicano l'eurodeputata Caterina Chinnici.
    Ben più affollato il parterre a Palermo, con le due coalizioni alle prese con il nodo primarie sì primarie no. Di ufficiale, al momento, c'è solo Davide Faraone: il presidente dei senatori di Iv è già in campagna elettorale, la sua immagine compare in tanti manifesti affissi in città e al momento la sua corsa è al di fuori dei due schieramenti.
    La rosa più folta tra auto-candidature e disponibilità è quella del centrodestra, con dodici nomi in campo: Carolina Varchi e Giuseppe Milazzo per FdI; Francesco Greco, Francesco Cascio e Giulio Tantillo per Fi; Francesco Scoma, Marianna Caronia e Alberto Samonà per la Lega; Alessandro Aricò per DiventeràBellissima, movimento del governatore Nello Musumeci; Roberto Lagalla per l'Udc, Totò Lentini per gli autonomisti e Saverio Romano per i Popolari.
    Nemmeno nel centrosinistra si scherza: il deputato Carmelo Miceli (Pd) è l'ultimo nome iscritto nella lista dei disponibili, dove ci sono anche il vice sindaco Fabio Giambrone (delfino di Leoluca Orlando), Giampiero Trizzino del M5s, Giusto Catania per la Sinistra e le esponenti di movimenti e associazioni impegnate nel sociale Mariangela Di Gangi (Laboratorio Zen), l'ex direttrice del carcere Ucciardone Rita Barbera (auto-candidata), Antonella Di Bartolo (preside dell'Istituto Pertini nel quartiere Sperone). (ANSA).
   

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