Covid: Anec, dpcm impatto devastante su cinema

Peria, misura ingiusta e irrispettosa

"L'ultimo provvedimento del governo nazionale, con il conseguente stop alle attività, avrà un impatto devastante sulle sale cinematografiche". Lo dice Andrea Peria, presidente Anec (associazione nazionale esercenti cinema) Palermo alla luce del nuovo Dpcm.
    "Siamo fortemente preoccupati, riteniamo la misura ingiusta e irrispettosa rispetto allo sforzo degli imprenditori che hanno adottato tutte le misure a favore della riapertura in sicurezza - aggiunge - Siamo consapevoli come cittadini, prima che come imprenditori - prosegue - che la priorità collettiva è rivolta alla salvaguardia della vita e della salute della popolazione, ma è di assoluta importanza fugare ogni dubbio rispetto al fatto che la chiusura del comparto cinematografico non è dovuta a criticità legate alla sicurezza, garantita invece con livelli altissimi. Del resto - sottolinea Peria - i dati contagio nelle sale cinematografiche confermano la assoluta sicurezza degli ambienti per lavoratori e spettatori. La capacità di garantire distanziamento in sala durante gli spettacoli, negli accessi e nei deflussi, la misurazione della temperatura, i posti assegnati e il tracciamento di ogni cliente, fanno dei cinema uno dei posti più sicuri fino ad oggi in attività".

  Sulla pagina Fb del Cityplex Metropolitan di palermo campeggia la foto di una sala vuota con scritto "Non chiduete i cinema". Cityplex Palermo - è scritto nella pagina - dà lavoro a circa 40 famiglie. Siamo molto legati ai nostri ragazzi perché ognuno di loro ha contribuito a rendere il Cityplex Metropolitan e il Cityplex Tiffany realtà stimate e amate da tutti voi. Per questo motivo, anche se non ci fosse stato il blocco dei licenziamenti, avremmo comunque fatto qualunque sacrificio sopportabile dalla nostra azienda per tenere tutti quanti in attesa di tornare ai normali ritmi lavorativi. Oggi è difficile rimettere i nostri ragazzi in cassa integrazione (ferma ancora a luglio) e pensare che andrà tutto bene.  

  "La chiusura imposta da oggi per ben 4 settimane - dice il presidente regionale di Anec Paolo Signorelli - fa crollare tutto il lavoro svolto dalle singole imprese che si occupano di cinema nel dialogo con la propria clientela, nel tentativo di ristabilire dopo la lunga chiusura un rapporto con il proprio pubblico". Ma c'è molta preoccupazione anche a causa della vendita alle piattaforme streaming dei film. "Temiamo - spiega Signorelli - che questa ulteriore chiusura delle sale congeli il nostro rapporto con le distribuzioni dei film e che quindi possa accadere, come già è accaduto, che le case distribuzione vendano il loro prodotto alle piattaforme a discapito delle sale cinematografiche, come già avvenuto con "Mulan" della Disney e con "Soul". (ANSA).
   

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