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Sisma magnitudo 6 non forte per Italia, danni dipendono da vulnerabilità edifici

Terremoto Rieti nella norma degli eventi nell'Appennino

24 agosto, 19:15
Pericolosità sismica di riferimento per il territorio nazionale (Fonte: INGV) Pericolosità sismica di riferimento per il territorio nazionale (Fonte: INGV)

ROMA - Un terremoto di magnitudo 6 come quello di Rieti "non è di per sé forte in assoluto" e rientra nella norma dei terremoti che avvengono nell'Appennino. "Non è quindi il sisma a fare i danni, ma la vulnerabilità dell'ambiente costruito dall'uomo": lo ha detto il sismologo Massimo Cocco, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), a margine della conferenza stampa organizzata dall'istituto. A livello internazionale, infatti, un terremoto di magnitudo 6 non rientra tra i più forti, che possono raggiungere magnitudo superiori a 9. "E' invece un normale evento tipico della sismicità italiana e dell'Appennino", ha detto il sismologo Antonio Piersanti, dell'Ingv. "Purtroppo - ha aggiunto - a causa dello stato delle costruzioni e delle vulnerabilità degli edifici storici, un terremoto come quello di Rieti ha avuto comunque un effetto disastroso".

Colpita area in Zona 1 classificazione sismica
La zona di Lazio, Umbria e Marche colpita oggi dal terremoto di magnitudo 6.0 "rientra nella zona 1 della classificazione sismica, la più alta" Lo ha messo in luce il sismologo Massimo Cocco, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), a margine della conferenza stampa organizzata dallo stesso istituto. "Questo significa - ha rilevato - che è stata colpita una zona nella quale la probabilità che avvenga un terremoto in un tempo non qualificabile è alta e nella quale tutti gli edifici nuovi devono essere costruiti seguendo regole adeguate e quelli più vecchi devono essere messi in sicurezza".

Ingv, 160 repliche in meno di 9 ore
Sono più di 160 le repliche registrate a nemmeno 9 ore dal terremoto che alle 3:36 ha colpito Rieti. Complessivamente, rende noto l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), sono stati 59 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0; 6 quelli di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0; il più violento è stato quello di magnitudo 5.4 avvenuto alle 04:33 nella zona di Norcia.

Faglia sotto controllo con sismografi mobili e Gps
La faglia che ha provocato il terremoto di Rieti è sotto controllo: ai sismografi della rete nazionale gestita dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) si stanno aggiungendo in queste ore 10 nuovi sismometri mobili collocati nella zona della faglia e ricevitori Gps. Lo hanno detto oggi a Roma i sismologi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) nella conferenza stampa organizzata dall'istituto. Nella zona del terremoto sono al lavoro anche squadre di sismologi, geologi e altri esperti per studiare da vicino i fenomeni di deformazione del terreno, ad esempio per capire se la faglia è arrivata a rompere la superficie o se sono avvenute fratture. Si tratta di localizzare la profondità della faglia per ricostruirne la geometria e l'orientamento, altre squadre misurano i parametri relativi alla deformazione del suolo. "L'obiettivo è avere informazioni in tempo reale per aumentare nostra capacità interpretativa nello studio di fenomeni imprevedibili, come lo sono i terremoti", ha detto il sismologo Alessandro Amato. "Adesso, però, la priorità è l'emergenza e il nostro primo compito è cercare di dare supporto alla Protezione civile, contribuendo ad aumentare il livello sicurezza dei cittadini''.

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