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Ricostruite le migrazioni dell'Era Glaciale

Grazie al Dna

02 maggio, 20:42
Rappresentazione artistica di un uomo vissuto nell'Era glaciale (fonte: Stefano Ricci) Rappresentazione artistica di un uomo vissuto nell'Era glaciale (fonte: Stefano Ricci)

Fin dalla preistoria l'Europa è stata attraversata da grandi ondate migratorie, causate dal clima. E' successo nel corso dell'ultima Era glaciale, con l'avanzare e il ritirarsi dei ghiacciai. Il fenomeno spinse le prime popolazioni di homo Sapiens ad abbandonare i territori più settentrionali a favore di quelli meridionali, per tornare verso Nord in seguito, quando il clima divenne più mite. La mappa di queste antiche migrazioni è stata ricostruita dal gruppo di David Reich, dell'Harvard Medical School, sulla rivista Nature.

Un risultato possibile grazie al ritrovamento e l'analisi del Dna di 51 individui delle popolazioni di cacciatori-raccoglitori vissute nell'Eurasia tra 45.000 e 7.000 anni anni fa, e anche dell'Uomo del Villabruna, rinvenuto sulle Alpi nel 1988 e studiato dall'università di Ferrara.

Circa 45.000 anni fa, nell'ultima Era glaciale, l'uomo moderno iniziò ad arrivare in Europa causando la progressiva fine dei Neanderthal, rimase nella parte più settentrionale fino a quando le temperature raggiunsero il picco di freddo tra 25.000 e 19.000 anni fa, per spostarsi più a Sud. Lo studio ha mostrato l'esistenza di due popolazioni che hanno parzialmente contribuito a disegnare il Dna degli attuali europei, una delle quali è poi ricomparsa alla fine della Glaciazione.

I ricercatori hanno visto che la quantità del Dna neandertaliano presente nel genoma moderno è diminuita progressivamente nel corso del tempo, passando dal 3-6% al 2% attuale, per via della selezione naturale che ha permesso di eliminarne le mutazioni genetiche svantaggiose. Successivamente, circa 14mila anni fa, ci fu un'altra grande ondata migratoria di provenienza sud-orientale, diffusasi rapidamente in Europa, plasmando il Dna degli europei per oltre 6mila anni, fino alla Rivoluzione Neolitica 8-7,5mila anni fa.

''A questo stravolgimento genetico non manca un contributo riconducibile a flussi migratori provenienti dall'oriente centro-asiatico - aggiunge Marco Peresani, docente di docente di Culture del Paleolitico all'Università di Ferrara - e il rappresentante di questa nuova ondata migratoria è l'Uomo del Villabruna''.

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