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Giannini, superare l'assetto novecentesco della ricerca

Agenzia nazionale non è una soluzione, serve indirizzo politico

18 aprile, 20:11

Il Governo intende dare un indirizzo politico e strategico alla ricerca in Italia, puntando a superare il suo ''assetto Novecentesco'' che fa da freno. Le parole d'ordine sono dunque ''mobilità, integrazione, flessibilità, attrattività' e semplificazione'', mentre la creazione di un'Agenzia nazionale per la gestione dei fondi non servirebbe a risolvere i problemi sul tavolo. A dirlo è il ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca (Miur) Stefania Giannini, in occasione della 'Giornata della ricerca' all'Università di Milano Bicocca.

''L'Italia è ormai rappresentata sullo scenario internazionale come punto di riferimento per la ricerca scientifica: noi abbiamo la responsabilità di valorizzare questo ruolo. Il passo avanti di questo Governo - afferma il ministro - è avere un obiettivo politico, quello di costruire una strategia della ricerca intesa come una politica che si svilupperà nei prossimi 5 anni''. L'ambizione è quella ''di superare l'assetto Novecentesco del mondo accademico e della ricerca, non solo italiano ma anche europeo'', spiega Giannini. Tre, a suo avviso, i punti che vanno superati: la mancanza di interdisciplinarietà, la divisione fra ricerca di base e ricerca applicata, la rigorosa separazione fra pubblico e privato. ''Queste parole sono contrarie al cambiamento, mentre noi - spiega il ministro - vogliamo puntare su mobilità, integrazione, flessibilità, attrattività e semplificazione''. A chi chiede l'istituzione di un'Agenzia nazionale della ricerca per la gestione unitaria dei fondi, Giannini risponde: ''non ho nessuna allergia al tema, ma non è creando una nuova struttura che si risolvono problemi come la frammentazione dei programmi e la mancanza, fino ad oggi, di una visione strategica''.

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