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Due secoli fa l'eruzione vulcanica del millennio

Gli esperti propongono la mappa dei vulcani più pericolosi

02 aprile, 14:42
Il vulcano Tambora fotografato dallo shuttle Endeavour nel 1992 (fonte: NASA-Johnson Space Center. 'The Gateway to Astronaut Photography of Earth') Il vulcano Tambora fotografato dallo shuttle Endeavour nel 1992 (fonte: NASA-Johnson Space Center. 'The Gateway to Astronaut Photography of Earth')

Tre colonne di ceneri, fumo e fiamme si alzarono dalla bocca del vulcano che sembrava una gigantesca massa di fuoco: 200 anni fa veniva raccontata cosi' l'eruzione vulcanica piu' violenta degli ultimi 1.000 anni e che probabilmente ha ispirato Mary Shelley per il suo 'Frankenstein'.
Il 10 aprile 1815 si svegliava il vulcano Tambora, in Indonesia, uccidendo 60.000 persone e sconvolgendo il clima nell'emisfero settentrionale, cancellando l'estate.

E' un anniversario che fa riflettere i vulcanologi perche' sono molti i vulcani altrettanto pericolosi, ma poco conosciuti, compreso quelo dei Campi Flegrei, il piu' pericoloso d'Europa.

Gli esperti invitano quindi a raccogliere informazioni per mettere a punto la mappa dei vulcani piu' rischiosi. "Il vulcano di Tambora e' un esempio della distruzione che puo' causare una eruzione vulcanica", rileva Stephen Self, dell'universita' della California a Berkeley, sulla rivista Nature Geoscience. Il ricercatore sottolinea che un'eruzione di quelle dimensioni oggi sarebbe ancora piu' devastante, per l'aumento della densita' della popolazione, e avrebbe importanti effetti sul traffico aereo, perche' le particelle emesse dai vulcani possono danneggiare i motori degli aerei.

Non è possibile fare previsioni senza conoscere intensita' e tempi delle eruzioni passate. Solo su questa base è possibile fare previsioni di tipo statistico, osserva Eugenio Privitera, direttore dell'Osservatorio Etneo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Per questo tipo di previsioni c'e' bisogno di conoscere la storia del vulcano, incrociando piu' informazioni, come i dati geologici sui prodotti delle antiche eruzioni e le cronache del tempo. Poi ci sono le previsioni basate sull'esperienza: bisogna conoscere bene il comportamento normale di un vulcano, dice Privitera, per individuare subito le anomalie. "Per esempio - aggiunge - riusciamo a prevedere le fontane di lava dell'Etna che hanno un impatto sulla circolazione aerea e riusciamo a dare l'allarme circa due ore prima: un tempo sufficiente per chiudere i corridoi aerei sull'area interessata".

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