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Uno smartphone che duri? E' senza batteria

Antenne captare segnali wireless e li trasformano in energia

26 agosto, 16:59
Il dispositivo chiamato 'ambient backscatter', che converte i segnalai wireless in energia (fonte: università di Washington) Il dispositivo chiamato 'ambient backscatter', che converte i segnalai wireless in energia (fonte: università di Washington)
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Il sogno di tutti i possessori di smartphone? Avere una batteria che duri davvero. L'efficienza delle batterie è il tallone d'Achille dei telefonini attuali, che hanno funzioni sempre più futuristiche - per il prossimo iPhone si parla di un lettore di impronte digitali - ma che dopo poche ore di utilizzo lasciano a terra gli utenti. Dopo i trucchetti per migliorare l'efficienza, i gadget per potenziare la durata, gli accorgimenti di ricarica solare ma anche una sperimentazione su batterie al litio più potenti, dagli Stati Uniti arriva una proposta 'estrema': eliminare direttamente le batterie.

All'Università di Washington, a Seattle, si sta studiando infatti un metodo chiamato 'ambient backscatter', cioè radiazione di ritorno. In pratica, è un procedimento che adopera le onde radio già esistenti come quelle wi-fi o quelle televisive per connettere i dispositivi, che comunicano così l'uno con l'altro trasmettendosi segnali. La trasmissione avviene attraverso delle piccole antenne sistemate dai ricercatori sui dispositivi a cui sono state tolte le batterie. Per la sperimentazione sono stati usati due dispositivi grandi quanto una carta di credito, senza batteria, ma appunto dotati di queste antenne. Posizionandoli a distanza i ricercatori sono riusciti a inviare dei segnali, la cui ricezione è stata testimoniata dall'accensione di un Led. L'esperimento è spiegato in un video.

''Possiamo riutilizzare i segnali wireless che già esistono intorno a noi, trasformandoli sia in una fonte di energia che in un mezzo di comunicazione'', ha osservato Shyam Gollakota, capo dei ricercatori. ''Contiamo - aggiunge - di vedere applicazioni in diverse aree tra cui le smart-home, le reti di sensori autoalimentate, ma anche i dispositivi indossabili'', come i Google Glass e gli smartwatch su cui sono impegnate tutte le aziende tecnologiche. Potendo collegare gli oggetti, il sistema potrebbe essere anche ''un passo vanti verso l'Internet delle cose'', aggiungono i ricercatori.

Questo esperimento è solo l'ultimo in ordine di tempo di una lunga serie. E' solo di qualche mese fa la ricerca messa a punto da chimici britannici dell'universita' di Saint Andrews e pubblicata su Science, per batterie litio-aria. Sono un'evoluzione delle normali batterie litio-ione e hanno attirato l'interesse di grandi aziende perché possono offrire prestazioni più elevate e sono anche più leggere.

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