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Videogame che fanno bene

Neuroscienziati e progettisti al lavoro su giochi che riducono l'ansia e aumentano l'attenzione

28 febbraio, 09:48
Neuroscienziati e progettisti al lavoro su videogame che stimolano comportamenti positivi (fonte: Tim Lambert) Neuroscienziati e progettisti al lavoro su videogame che stimolano comportamenti positivi (fonte: Tim Lambert)

Sfruttare la passione per i videogiochi ‘a fin di bene’: intende farlo un gruppo di ricerca americano che ha unito progettisti di videogame e neuroscienziati per studiare videogiochi capaci di suscitare comportamenti positivi, come ridurre ansia, aumentare l’attenzione e le interazioni sociali positive.
La proposta è stata lanciata, in un commento sulla rivisya Nature, da due esperti di Scienze cognitive dell'Università svizzera di Ginevra e di quella americana di Rochester.

Le cifre sulla diffusione degli attyali videogiochi la dicono lunga sugli effetti positivi che si potrebbero avere con una progettazione miraya a sviluppare comportamenti positivi. Basti pensare che in appena un mese dal rilascio l'ultima edizione di Call of Duty, uno dei più popolari giochi al mondo, è stata giocata per un tempo equivalente a 68.000 anni. Secondo i dati relativi ai soli Stati Uniti, nel 2009 ogni bambino ha giocato in media 1 ora e 13 minuti al giorno. Ma non sono solamente i bambini a giocare: appena il 18% dei giocatori americani sono minorenni e circa il 30% hanno più di 50 anni.

I videogiochi sono sempre più associati con un gran numero di patologie, come obesità, aggressività, comportamenti antisociali e in alcuni casi dipendenza. Nello stesso tempo, però, recenti studi hanno dimostrato che gli stessi stimoli, opportunamente modificati, possono avere effetti benefici sul cervello. Considerata la grande passione nei confronti dei videogiochi e le influenze che possono esercitare sul cervello, molti ricercatori si stanno ora chiedendo come sfruttare tutto ciò e progettare giochi a 'fin di bene'.

E' il caso di Re-mission, un videogioco fantasy sviluppato per la cura della depressione nei giovani pazienti affetti da cancro. Si tratta solo di un lavoro pioneristico e, come spiegano gli stessi autori, ha bisogno di ulteriori ricerche che uniscano le competenze dei progettisti dei videogiochi, medici e psicologi. Per sviluppare giochi efficaci è infatti necessario non solo capire a livello neurale i meccanismi e le risposte innescate dai rapidi stimoli visivi e sonori, ma unirvi l'enorme patrimonio acquisito negli dall'industria dell'intrattenimento dei giochi elettronici. Una delle prime sfide sarà convincere l'industria a sviluppare giochi in grado di stimolare qualità positive , come solidarietà o cooperazione.

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