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Dai fusilli un aiuto per le linee telefoniche

Sono anche la chiave per ascoltare l'Universo

05 marzo, 16:48
Elaborazione del profilo di fase dell'onda elettromagnetica a forma di fusillo (fonte: Fabrizio Tamburini/Università di Padova) Elaborazione del profilo di fase dell'onda elettromagnetica a forma di fusillo (fonte: Fabrizio Tamburini/Università di Padova)

Arriva da uno dei più celebri formati della pasta, i fusilli, un'idea per risolvere la congestione delle linee telefoniche. Un gruppo di ricerca dell'università di Padova, in collaborazione con l'Istituto svedese Angstrom, ha messo a punto una nuova modalità di trasmissione delle onde radio sfruttando la forma dei fusilli. Il primo test, che ha dimostrato l’efficacia della tecnica, è stato l’esperimento condotto nella laguna di Venezia il 24 giugno 2011, i cui risultati sono pubblicati adesso sul New Journal of Physics. I ricercatori hanno trasmesso con successo segnali dal faro dell'Isola di San Giorgio a un'antenna parabolica posta a Palazzo Ducale, facendo ‘’avvolgere’’ le onde elettromagnetiche intorno a un asse, ottenendo una struttura molto simile ai fusilli.
''Per capire come sono congestionate le reti di trasmissione radio, provate a mandare un messaggio sms a Capodanno a mezzanotte'', ha spiegato il responsabile del gruppo, Fabrizio Tamburini, dell'università di Padova. La soluzione proposta, che consiste nel fare attorcigliare le onde, funziona. Secondo i ricercatori offre inoltre la possibilità di infinite nuove combinazioni per ogni differente lunghezza d'onda e permette di inserirvi più di un canale di informazione. Per questo Tamburini e i suoi colleghi sono convinti che, grazie alle elevate prestazioni e ai costi contenuti necessari per realizzarla, questa nuova forma di trasmissione possa aprire la strada a nuovi standard di trasmissione.
L’esperimento della laguna di Venezia, ‘’avvenuto al di fuori delle condizioni di laboratorio, in un luogo 'selvaggio' affollato di disturbi elettromagnetici dei telefoni dei turisti e reti wi-fi, ha dimostrato la fattibilità di questa potente soluzione per le comunicazioni’’, ha detto Tamburini. A differenze della trasmissione standard, in cui i 'messaggi' vengono codificati e invitati utilizzando soltanto le proprietò di frequenza e intensità di una parte delle onde elettromagnetiche, grazie ai 'fusilli' è possibile sfruttare molti altri parametri dati dalla rotazione.
 Il successo dell’esperimento apre inoltre le porte ad nuovo campo di applicazioni nel campo dell’astrofisica. “Del campo elettromagnetico conosciamo e usiamo molto poco. Una buona parte delle proprietà e delle informazioni ci sfugge: è come ascoltare una sinfonia, ma poter essere in grado di sentire soltanto i violini, perdendo tutto il resto”, ha spiegato il ricercatore. “Si tratta – ha aggiunto -di proprietà del campo ancora in larga parte sconosciute, che possono portare a molti campi diversi di applicazione, dalle nanotecnologie alla radioastronomia”. Anche in questo caso i risultati non si sono fatti attendere e lo stesso gruppo di Tamburini ha recentemente descritto sulla rivista Nature Physics l'esistenza di 'vortici' prodotti da un buco nero.
Per quanto riguarda l’astronomia, il prossimo obiettivo, ha concluso Tamburini, sarà “verificare e misurare l'effetto di trascinamento dello spazio-tempo provocato dalla rotazione di un corpo e previsto dalla teoria della relatività’’.

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