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La Via Lattea traballa e potrebbe 'rompersi'

Ma fra miliardi di anni, lo dicono i primi dati della missione Gaia

15 settembre, 10:14
Rappresentazione artistica della missione Gaia (fonte: ESA/ATG medialab; ESO/S. Brunier) Rappresentazione artistica della missione Gaia (fonte: ESA/ATG medialab; ESO/S. Brunier)

La Via Lattea sta 'traballando': la nostra galassia potrebbe essere instabile al punto da 'rompersi' tra alcuni miliardi di anni. Lo indica una delle primissime osservazioni di Gaia, il satellite lanciato nel 2013 dall' Agenzia Spaziale Europea (Esa) che sta realizzando la più completa e precisa mappa in 3D della galassia. I dati vengono presentati oggi alla comunità scientifica presso l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Adesso i ricercatori di tutto il mondo potranno iniziare ad analizzare immagini e dati, in un quella che si annuncia una combattutissima gara alla scoperta. "L'analisi inizia oggi, ma un aspetto visibile sin da subito è che il piano della nostra galassia appare 'tiltato', con curvature che lo rendono irregolare", ha detto all'ANSA Mario Lattanzi, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e responsabile scientifico del centro di analisi dati dei Gaia, il Dpac (Data Processing and Analysis Consortium). "Ciò significa - ha aggiunto - che la Via Lattea cambierà nel tempo e che tra miliardi di anni potrebbe distruggersi".

Al lavoro da quasi 3 anni, Gaia è impegnata a misurare distanza, luminosità e molti altri parametri di circa 1 miliardo di stelle per costruire così la più dettagliata mappa dell'ambiente che circonda il nostro pianeta. "Lo sta facendo con una precisione come mai fino ad ora", ha spiegato Barbara Negri, responsabile Osservazione e Esplorazione dell'Universo di Asi. "Ben tre volte meglio di quanto fatto dalla precedente missione europea Hipparcos", ha precisato Lattanzi.

Il satellite è stato interamente finanziato dall'Esa e a realizzarlo è stata una cordata europea di imprese guidata da Airbus Defence and Space, cui ha partecipato l'italiana Leonardo-Finmeccanica, fornendo tra le varie cose anche i sensori necessari al mantenimento della posizione del satellite e gli schermi di protezione dal calore del Sole, Thales Alenia Space (joint venture Thales e Finmeccanica) con specifici sistemi di comunicazione e Telespazio (joint venture tra Leonardo e Thales) per aspetti legati alle operazioni di lancio e controllo missione.

L'Italia ha anche un fondamentale ruolo scientifico con oltre 70 ricercatori Inaf e Asi che hanno grande rilevanza nel consorzio di analisi dati da Gaia (Dpac), con i centri Altec a Torino, dove viene raccolta e archiviata l'enorme mole di dati prodotti dal telescopio Gaia, e l'ASi Science Data Center, che gestisce l'analisi dei dati, situato a Roma.

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