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L'Italia 'spalancherà' il più grande occhio del mondo

Commessa da 400 milioni per il super telescopio E-elt

25 maggio, 14:58
Progetto del super telescopio E-elt (fonte: ESO) Progetto del super telescopio E-elt (fonte: ESO)

L'Italia si è aggiudicata la commessa di circa 400 milioni di euro per la costruzione della cupola e della struttura di supporto del super telescopio E-Elt (European Extremely Large Telescope), il più grande e potente telescopio ottico e all'infrarosso mai realizzato, gestito dallo European Southern Obervatory (Eso). Frutto della competenza nell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e in fase di costruzione sulle Ande cilene, E-elt sarà completato dal consorzio di aziende ACe, con Astaldi, Cimolai e gruppo Eie come subcontraente.

Il contratto è stato firmato in Germania, a Garching, dal direttore generale dell'Eso, Tim de Zeeuw, dal presidente di Astaldi, Paolo Astaldi, e dal presidente di Cimolai, Luigi Cimolai. Presenti alla firma il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini, il Console Generale d'Italia a Monaco, Renato Cianfrani. Presenti inoltre il presidente dell'Inaf, Nicolò D'Amico, e Matteo Pardo, addetto scientifico presso l'Ambasciata Italiana a Berlino.

Si stima che le commesse acquisite dall'industria italiana negli ultimi 15 anni per la realizzazione delle più prestigiose Infrastrutture astronomiche internazionali abbiano raggiunto la cifra di circa 800 milioni di euro. Per il presidente dell'Inaf, D'Amico, è "un bottino frutto dell'incredibile ritorno che le competenze italiane in questo settore hanno sviluppato in termini di commesse".

Giannini, un successo dell'eccellenza italiana
"Festeggiamo - ha detto il ministro Giannini - un altro successo della ricerca pubblica e dell'eccellenza industriale italiana in Europa. Con l'assegnazione del contratto per realizzare la struttura meccanica e la cupola del telescopio europeo E-elt l'Italia conferma la sua capacità di leadership in settori scientifici di alta tecnologia che puntano lo sguardo a mondi da sempre di grande fascino per l'umanità". Per il ministro è "una sfida vinta grazie a una positiva e attiva alleanza tra una ricerca di qualità, da noi sostenuta non solo economicamente, e imprese italiane dinamiche, solide e di livello internazionale". L'interazione fra pubblico e privato, ha concluso, potrà essere ulteriormente incoraggiata grazie al Programma Nazionale della Ricerca presentato recentemente.

 

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