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Parte la corsa a Marte, fra 20 anni potrebbe toccare all'uomo

Missione di frontiera, possibile grazie alla tecnologia italiana

13 marzo, 16:07
Rappresentazione artistica della missione ExoMars (fonte: ESA–David Ducros) Rappresentazione artistica della missione ExoMars (fonte: ESA–David Ducros)

E' cominciata la corsa a Marte, che vede in prima fila l'Europa accanto all'Italia. Lunedi' 14 marzo non partira' soltanto la prima missione europea destinata a toccare il suolo marziano, ma si aprira' la nuova frontiera che fra 20 anni potrebbe portare l'uomo a camminare sul pianeta rosso.

E' con questo spirito che l'Europa si prepara ad affrontare Marte, nella missione organizzata da Agenzia Spaziale Europea (Esa) e agenzia spaziale russa Roscosmos. Si prepara anche l'Italia, che con l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) ha un ruolo primario in questa missione, accanto alla sua industria, con la Thales Alenia Space e il gruppo Finmeccanica.

"Con questa missione affrontiamo sfide tecnologiche straordinarie", ha detto all'ANSA il presidente dell'Asi Roberto Battiston. "Andare su Marte - ha aggiunto - significa sviluppare una strumentazione adeguata, con una sonda che deve rimanere operativa per anni nelle condizioni estreme dello spazio profondo, con la capacita' di comunicare a centinaia di milioni di chilometri da e verso la Terra, e un veicolo in grado di atterrare su un pianeta con caratteristiche ambientali profondamente diverse da quelle della Terra, con differente composizione e densita' dell'atmosfera e temperature estreme".

A sviluppare queste capacita' tecnologiche e' stata in gran parte l'industria italiana e questo, ha rilevato Battiston, "e' stato un formidabile stimolo per affrontare le tante sfide poste da una missione di frontiera come ExoMars, confrontabile per capacita' tecnologiche alla missione Rosetta", grazie alla per la prima volta un veicolo costruito dall'uomo si e' posato su una cometa".

Come nel caso d Rosetta, "ancora una volta l'Europa si trova a fare una cosa mai fatta prima - ha osservato Battiston - e dimostra come la nostra Agenzia Spaziale Europea sia in grado di cogliere le sfide. Per l'Europa e l'Italia e' anche la conferma di essere fra le grandi potenze spaziali in grado di competere a livello internazionale". Le capacita' tecnologiche ci sono e "il giorno che punteremo a una missione umana Marte con un'azione coordinata internazionale, Italia ed Europa saranno in ottima posizione".

In un periodo come quello attuale "le missioni con veicoli automatici su Marte hanno un costo notevole, ma che rientra comunque nel volume delle risorse che un singolo grande Paese e' in grado mettere in cantiere", ha rilevato riferendosi al recente annuncio della Nasa di una missione su Marte per il 2018.

"Ma se vogliamo pensare a portare l'uomo su Marte, i costi sono mille volte maggiori e richiedono uno sforzo con caratteristiche politiche completamente diverse". Se ci sara' la volonta' politica di affrontarla, "una missione umana su Marte potrebbe essere possibile tra 20 o 30 anni".

Con le tecnologie attuali e' concepibile prevedendo dei punti di rifornimento intermedi e sara' inoltre necessario mandare prima sul pianeta un sistema che renda possibile il viaggio di ritorno a Terra. Dai tempi di Von Brown - ha detto ancora - si sa che una missione su Marte richiede una flottiglia". Tra ExoMars e una missione umana sara' comunque d'obbligo una tappa intermedia, con una missione che raccolga campioni del suolo marziano e che li riporti a Terra: ci si sta ragionando".

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