Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Spazio & Astronomia > Un trapano italiano sonderà il suolo di Marte

Un trapano italiano sonderà il suolo di Marte

Nel 2019, sarà il primo a scendere fino a 2 metri di profondità

24 novembre, 10:03
Rappresentazione artistica della perforazione del suolo di Marte con il trapano italiano, nella seconda fase della missione ExoMars (fonte: Thales Alenia Space) Rappresentazione artistica della perforazione del suolo di Marte con il trapano italiano, nella seconda fase della missione ExoMars (fonte: Thales Alenia Space)

Nel 2019 sarà un trapano italiano a perforare il suolo di Marte fino alla profondità record di due metri alla ricerca di tracce di vita. Questo gioiello tecnologico sta prendendo forma nello stabilimento di Nerviano di Finmeccanica Selex ES in vista della seconda fase della missione Exomars, che sarà lanciata nel 2018 dall'Agenzia spaziale europea (Esa) in collaborazione con la sua omologa russa Roscosmos.

Il trapano è stato progettato con una struttura modulare e leggera (che pesa 25 chili) in modo da poter essere 'impacchettato' in una custodia lunga 80 centimetri e trasportato agilmente dal rover, che lavorerà per 200 giorni sul suolo marziano. Lo strumento è formato da una punta lunga mezzo metro a cui vengono aggiunte in maniera automatizzata tre aste di estensione, fino ad una lunghezza complessiva di due metri. ''Per cercare tracce di vita presente e passata dobbiamo necessariamente scendere così in profondità, perchè le radiazioni cosmiche che colpiscono Marte sono in grado di cancellare ogni traccia organica dalla superficie'', spiega Marco Molina, responsabile ricerca e sviluppo del settore spazio di Finmeccanica Selex Es.

Il trapano ha una potenza di 80 watt (un quinto rispetto ai trapani che usiamo a casa) ed è pronto a lavorare in condizioni estreme, con una temperatura di 80 gradi sotto zero e una pressione di 5-10 millibar: facendo 80 giri al minuto con una spinta costante pari a 40-50 chili, perforerà il suolo con una punta in diamante policristallino che genererà un buco di 25 millimetri di diametro.

Lavorerà di giorno, quando la luce del Sole alimenterà i quattro pannelli solari 'a petalo' del rover, e lungo tutta la missione avrà il compito di raccogliere 16 campioni a diverse profondità, che saranno sottoposti ad analisi chimico-fisiche nel mini-laboratorio di bordo. Vicino alla punta della trivella è poi presente la finestra ottica dello spettrometro Ma_Miss, che permetterà di fotografare il contesto da cui vengono prelevati i campioni.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA