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I buchi neri compiono 100 anni

Festeggiati a Roma, dagli astrofisici di tutto il mondo

13 luglio, 15:57
La teoria dei buchi neri compie 100 anni (fonte: NASA/JPL-Caltech) La teoria dei buchi neri compie 100 anni (fonte: NASA/JPL-Caltech)

Da pura fantasia matematica a solida certezza della fisica: la teoria dell'esistenza dei buchi neri compie 100 anni. Nel 1915 la teoria della relatività generale di Albert Einstein gettava le basi per ipotizzare l'esistenza di 'mostri' capaci di mangiare tutto, anche la luce, ed oggi questi oggetti non solo sono considerati reali, ma il 'cuore' delle galassie. Per celebrarli molti dei più importanti fisici e matematici mondiali si sono dati appuntamento all'università Sapienza di Roma, nel convegno dedicato al matematico Marcel Grossmann e in programma fino al 18 luglio.

. L'astrofisico Stephen Hawking, i premi Nobel Tsung-Dao Lee e Chen Ning Yang, il matematico britannico reale Martin Rees sono solo alcune delle menti più brillanti che hanno dedicato la loro vita allo studio dei buchi neri. Insieme a un migliaio di colleghi di tutto il mondo, 'festeggiano' a modo loro la scoperta dei buchi neri.

"La teoria dell'esistenza dei buchi neri nasce 100 anni fa come derivato dalla teoria di Einstein'', ha spiegato il fisico Paolo De Bernardis, della Sapienza. ''Si trattava però - ha aggiunto - di un concetto puramente teorico. Tutto è cambiato negli ultimi 40 anni: in questo periodo i buchi neri hanno smesso di essere considerato oggetti 'affascinanti' per diventare reali".

E' in quest'ottica che gli astrofici li celebrano a Roma, nel convegno, organizzato dalla rete del Centro Internazionale per l'Astrofisica Relativistica (ICRAnet). "Abbiamo qui i principali ricercatori al mondo - ha detto Remo Ruffini, direttore dell'ICRANet e del dottorato internazionale di Astrofisica relativistica della Sapienza - per capire le maggiori novità nello studio degli aspetti quantistici della gravità e della fisica delle astroparticelle".

"Oggi sappiamo molto dei buchi neri, ad esempio che ogni galassia ne ha uno al suo centro - ha spiegato Martin Rees, dell'università di Cambridge - ma ancora non conosciamo molti aspetti fondamentali, la loro vera essenza".

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