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Luce verde dell'Esa al lanciatore Ariane 6

Ok della conferenza ministeriale anche alle missioni ExoMars

02 dicembre, 20:13
Rappresentazione artistica del lanciatore Arian 6 nella configurazione con 4 motori (fonte:  ESA–D. Ducros, 2014) Rappresentazione artistica del lanciatore Arian 6 nella configurazione con 4 motori (fonte: ESA–D. Ducros, 2014)

Via libera dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) al nuovo lanciatore europeo Ariane 6 e alla nuova versione del Vega, chiamata Vega-C, e alle due missioni ExoMars. ''E' un bilancio molto positivo, molto di più rispetto alle aspettative'', ha detto all'ANSA il ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Stefania Giannini..



A rappresentare l'Italia, il ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Stefania Giannini, e dal presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Asi), Roberto Battiston. I motori dell'Ariane 6 derivano infatti da quelli progettati e costruiti nel nostro Paese, dalla Avio, per il lanciatore Vega. Un'intesa di massima sul via libera all'Ariane 6 era stata raggiunta in novembre, nell'incontro preparatorio della ministeriale. Parla italiano anche la missione ExoMars, che vede l'Italia fra i promotori e i cui veicoli sono in parte costruiti a Torino dalla Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica).



Il via libera alla costruzione del lanciatore Ariane 6 e alla nuova versione di Vega, il Vega-C, segnano per l'Europa un passo in avanti nella capacità di accesso allo spazio e per l'Italia ha confermato il suo ruolo come terzo contributore dell'Esa: ''un risultato straordinario'', ha rilevato Giannini. Dopo il temuto sorpasso da parte della Gran Bretagna, l'Italia ''riesce a mantenere la sua posizione'', ha rilevato Battiston. I risultati della ministeriale segnano, per il ministro ''una grande affermazione per l'Italia perchè con i lanciatori Ariane 6 e il Vega-C si prevede un grande sviluppo che vede molto favorita l'industria italiana. Assicura infatti per 10 anni la produttività industriale del settore''. Tanto che per Battiston è stata ''la ministeriale di Vega''.

Ecco i progetti europei che parlano italiano
Il nuovo lanciatore Ariane 6, il cui volo di prova è atteso nel 2020, è forse il risultato più importante portato a casa dalla Francia, ma rappresenta moltissimo anche per l'Italia. I suoi motori derivano infatti dal motore P80 di Vega, il 'piccolo' della famiglia dei lanciatori dell'Esa ideato e costruito in Italia, a Colleferro (Roma), dalla Avio. La versione media dell'Ariane 6 avrà due motori e quattro la più grande, più uno stadio a liquido per ciascun tipo di lanciatore. L'investimento complessivo è di 8 miliardi in dieci anni, che assicureranno produttività e posti di lavoro.

E' destinato a crescere anche lo stesso Vega, primo on una prima versione chiamata Vega-C, approvata oggi e il cui primo volo è previsto nel 2018. che in futuro dovrebbe portare al Vega-E (Evolution). L'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) gestirà la strategia in questo settore sia nell'ambito dell'Esa sia come parte della Elv (la società costituita per il 70% da Avio e per il 30% dall'Asi).

Via libera anche alle due missioni ExoMars : quella del 2016 che prevede una sonda nell'orbita marziana e quella del 2018 con il rover 'Schiaparelli', che si poserà sul suolo marziano. Lo stanziamento complessivo è di 1,2 miliardi, con un contributo dell'Italia compreso fra il 35% e il 37%, seguito dalle quote di Gran Bretagna, Francia e Germania. L'Italia partecipa alla costruzione di entrambi i veicoli con gli stabilimenti di Torino della Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) ed è italiano il trapano del rover Schiaparelli: 'fratello maggiore' del trapano del lander Philae della missione Rosetta, è destinato a perforare il suolo marziano fino a due metri di profondità in cerca di eventuali forme di vita.

E' aumentata la partecipazione italiana alla Stazione Spaziale Internazionale, con un contributo di circa 180 milioni in sei anni, pari al 19% del totale.

Importante per l'Italia anche la partecipazione di Francia, Gran Bretagna, Svezia e Spagna allo sviluppo di un veicolo in grado di rientrare nell'atmosfera, con il programma Pride (Program for Reusable In-orbit Demonstrator in Europe) destinato successore della capsula Ixv (Intermediate eXperimental Vehicle), progettata e costruita in Italia per l'Esa.

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