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Dall' 'Occhio di Sauron' nuova misura dell'Universo

'Righello' per misurare la distanza delle galassie

27 novembre, 17:16
La galassia NGC 4151 ricorda 'l'Occhio di Sauron' de Il Signore degli anelli' (fonte: X-ray: NASA/CXC/CfA/J.Wang et al.; Optical: Isaac Newton Group of Telescopes, La Palma/Jacobus Kapteyn Telescope; Radio: NSF/NRAO/VLA) La galassia NGC 4151 ricorda 'l'Occhio di Sauron' de Il Signore degli anelli' (fonte: X-ray: NASA/CXC/CfA/J.Wang et al.; Optical: Isaac Newton Group of Telescopes, La Palma/Jacobus Kapteyn Telescope; Radio: NSF/NRAO/VLA)

Dall'occhio di Sauron arriva un nuovo 'metro' per misurare l'Universo: usando la galassia NGC 4151, ribattezzata per il suo aspetto che ricorda uno dei 'protagonisti' de 'Il signore degli anelli', un gruppo di ricercatori coordinato da Sebastian Hoenig dell'Università di Southampton, Regno Unito, ha ideato un nuovo metodo, descritto su Nature, per misurare con precisione la distanza delle galassie.

Qualsiasi distanza si voglia misurare, sia quella di un campo agricolo o dell'intero universo, è necessario usare un 'righello' standard, ossia avere un riferimento già conosciuto. Ovviamente misurare le distanze tra le galassie è un compito estremamente complesso e gli attuali metodi non garantiscono sempre grande precisione. Per ottenere un 'righello' standard i ricercatori hanno usato una delle galassie a noi più vicine, la NGC 4151, detta anche 'Occhio di Sauron' per la sua caratteristica forma che ricorda 'l'essenza' del maligno personaggio del celebre romanzo di Tolkien. Al centro di questa galassia, come in quasi tutte, è presente un buco nero supermassiccio alimentato da un anello di gas che lo circonda. Grazie a un nuovo metodo, basato sulla differenza di tempo impiegata dalla luce proveniente dai diversi punti dell'anello, i ricercatori sono riusciti a determinare la distanza della galassia con una precisione senza precedenti. In questo modo è stato possibile correggere di molto l'incertezza della misura, dalla vecchia distanza che veniva definita in una 'forchetta' tra 13 e 95 milioni di anni luce si è passati a una misura compresa tra 56 e 68 anni luce. Un salto di precisione enorme che potrebbe ora essere impiegato per misurare le distanze di moltissime galassie e ridisegnare una nuova mappa, molto più precisa, dell'intero universo.

 

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