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Sul razzo esploso anche due esperimenti della missione 'Futura'

Sono Brain Drain e Wearable

29 ottobre, 18:44
L'astronauta Samantha Cristoforetti durante la presentazione degli esperimenti della missione 'Futura' (fonte: ASI) L'astronauta Samantha Cristoforetti durante la presentazione degli esperimenti della missione 'Futura' (fonte: ASI)

Sono stati distrutti anche due esperimenti della missione 'Futura', dell'astronauta italiana Samantha Cristoforetti, nell'esplosione del razzo Antares avvenuta negli Stati Uniti nella notte fra il 28 e il 29 ottobre. Lo ha reso noto il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston,

Una delle apparecchiature andate distrutte nell'esplosione del razzo Antares è quella dell'esperimento 'Drain Brain', coordinato dal medico Paolo Zamboni, del Centro per le malattie vascolari dell'università di Ferrara e teso a verificare l'ipotesi secondo la quale una delle cause della sclerosi multipla potrebbe essere il restringimento dei vasi sanguigni di testa e collo.
Nell'esplosione è stata distrutta anche la maglietta dell'esperimento Wearable monitoring, equipaggiata con sensori in grado di misurare ritmo del cuore e del respiro durante il sonno, e l'Unità elettronica portatile destinata a raccogliere i dati.

''Entrambi gli esperimenti saranno rimpiazzati appena possibile'', ha detto ancora Battiston. Asi e Nasa sono già al lavoro per portare a bordo della Stazione Spaziale i due esperimenti . ''Immediati contatti - rende noto l'Asi - sono stati avviati con la Nasa per attivare da subito tutte le procedure necessarie per assicurare la ripianificazione di due dei nove esperimenti destinati alla missione Futura''.

Gli obiettivi scientifici ''saranno preservati grazie all'impegno dell'Asi che, con i propri tecnici e i ricercatori, può contare sulla disponibilità di modelli di volo di riserva''. Per il presidente dell'Asi, Roberto Battiston, ''l'incidente dimostra che, benché l'accesso allo spazio possa sembrare ormai un'attività di ordinaria quotidianità, si tratta in realtà ogni volta di una sfida tecnologica il cui risultato è pur sempre suscettibile di rischio incidente''.
Battiston ha osservato infine che ''grazie alla flotta di veicoli che serve la Stazione Spaziale, non ci saranno conseguenze sulle attività dell'equipaggio e neanche per le attività scientifiche nazionali a bordo''.

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