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I 24 anni del telescopio Hubble

Compleanno con nuove immagini spettacolari

17 marzo, 14:13
La nebulosa Testa di scimmia fotografata dal telescopio spaziale Hubble (fonte: NASA/ESA and the Hubble Heritage Team, STScI/AURA) La nebulosa Testa di scimmia fotografata dal telescopio spaziale Hubble (fonte: NASA/ESA and the Hubble Heritage Team, STScI/AURA)

Ha fotografato il primo pianeta extra-solare, ha dimostrato che l'espansione dell'Universo è in accelerazione e ne ha regalato la più dettagliata immagine dei confini: il telescopio spaziale Hubble festeggia i suoi primi 24 anni e saluta l'arrivo del telescopio spaziale James Webb, quello che dal 2018 sarà il suo successore.
Lo fa con un'immagine spettacolare, il ritratto della Nebulosa Testa di scimmia distante 6.400 anni luce, e con un convegno organizzato a Roma, presso l'Accademia dei Lincei, da Agenzia Spaziale Europea (Esa), Nasa e il supporto dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) .

"Vogliamo festeggiare i 24 anni di attività di Hubble e lo facciamo riunendo la grande comunità scientifica che lavora utilizzando le preziose immagini che ci ha fornito", ha spiegato Antonella Nota, direttore associato allo Space Telescope Science Institute.
Lanciato nell'aprile 2000, Hubble ha regalato, grazie ai suoi potenti strumenti e al vantaggio di trovarsi al di fuori dell'atmosfera, una visione dell'Universo senza precedenti fornendo preziosissimi materiali per una enorme varietà di studi.

"Sono utilizzati, ad esempio, da planetologi, per lo studio del nostro Sistema Solare oppure per analizzare i pianeti extra-solari, fino anche allo studio dell'espansione dell'Universo", ha spiegato Nota.

Dalle ricerche realizzate grazie alle 'foto' scattate Hubble, l'astrofisico statunitense Adam Riess - tra i partecipanti del convegno - è stato insignito insieme ad altri due colleghi nel 2011 del premio Nobel.

Dopo tanti anni di lavoro, questo potente telescopio spaziale si prepara però ad andare in pensione entro il 2020 ed essere affiancato, almeno per i primissimi anni, dal più grande telescopio James Webb, frutto della collaborazione tra Nasa e Esa.

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