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Ecco la stella 'Dr Jekyll e Mr. Hyde'

E' l'anello mancante che spiega l'evoluzione delle pulsar

25 settembre, 20:49
Rappresentazione artistica di un sistema binario composto da una pulsar a raggi X e una stella di piccola massa (fonte: ESA) Rappresentazione artistica di un sistema binario composto da una pulsar a raggi X e una stella di piccola massa (fonte: ESA)

Una strana stella trasformista, che si comporta come Dottor Jekyll e Mister Hyde, è stata ritratta per la prima volta sulla rivista Nature dall'astrofisico italiano Alessandro Papitto, dell'Istituto di studi spaziali di Barcellona, in collaborazione con i ricercatori dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

E' una stella di neutroni, uno degli oggetti più densi dell'universo frutto dell'esplosione di una supernova, che in tempi rapidissimi passa dall'emissione intermittente di raggi X a quella di onde radio. Con il suo comportamento capriccioso, rappresenta l'anello mancante che gli astronomi cercavano da decenni. La stella di neutroni si chiama IGR J18245-2452 e si trova a 18.000 anni luce dalla Terra, in un ammasso chiamato Messier 28.

Scoperta per la prima volta nel 2005 da un gruppo di astronomi che la classificò come una sorgente intermittente (pulsar) di onde radio, è stata riscoperta una seconda volta nel 2013 nella sua veste di pulsar a raggi X.
La sua peculiarità sta proprio nell'essere l'''anello mancante'', come lo definisce Papitto, una fase di transizione tra due stadi della vita di una pulsar. ''Da oltre 30 anni la teoria prevede che le pulsar radio più veloci a ruotare fossero un tempo delle pulsar a raggi X che, catturando materiale da un disco di gas circostante prodotto dalla stella compagna, sono state portate a ruotare sempre più velocemente'', spiega Luigi Stella, dell'Osservatorio di Roma dell'Inaf.

''Dopo un intervallo di tempo di centinaia di milioni di anni - aggiunge il ricercatore- la materia proveniente dal disco si riduce fino a cessare completamente e la stella di neutroni diventa una pulsar radio in rapidissima rotazione''. Finora mancava però la prova diretta di un legame tra queste due fasi della vita delle pulsar, che è stata finalmente trovata nel comportamento capriccioso di questa stella grazie a una serie di osservazioni combinate dei telescopi orbitanti Integral e Xmm-Newton dell'Agenzia spaziale europea (Esa), seguite da altre indagini condotte dallo spazio con i satelliti Nasa Swift e Chandra, e da terra con radiotelescopi in Australia, Paesi Bassi e Stati Uniti.

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