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Nel Sole le tracce dell'antimateria

Individuate nelle eruzioni solari

10 luglio, 16:41
Il Sole diventa un gigantesco laboratorio per studiare l'antimateria (fonte: Solar and Heliospheric Observatory, Soho/NASA) Il Sole diventa un gigantesco laboratorio per studiare l'antimateria (fonte: Solar and Heliospheric Observatory, Soho/NASA)

Il Sole diventa un gigantesco laboratorio per studiare l'antimateria. Per la prima volta infatti sono state intercettate in modo diretto le coppie di materia-antimateria prodotte dalle eruzioni solari. La scoperta, presentata nel congresso annuale della Società Americana di Astronomia, si deve al gruppo di ricerca dell'americano New Jersey Institute of Technology (Njit).

I ricercatori hanno rivelato le particelle 'specchio' della materia osservandone le emissione elettromagnetiche registrate dall'osservatorio solare della Nasa Soho (Solar and Heliospheric Observatory) e del radio-eliografo giapponese Nobeyama.
In particolare sono state rivelate coppie composte dall'elettrone e dal suo opposto, il positrone, prodotte dalle eruzioni solari. Queste ultime si comportano quindi come acceleratori di particelle naturali.
''Il laboratorio rappresentato dal Sole permette di studiare su grande scala un plasma composto di materia e antimateria che non si riesce a produrre nei laboratori terrestri'', ha osservato Roberto Battiston, presidente della Commissione di Fisica Astroparticellare dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e vice-responsabile della collaborazione internazionale Ams, lo strumento che cerca l'antimateria installato all'esterno della Stazione Spaziale Internazionale. Questo plasma, ha aggiunto, potrebbe essere usato come laboratorio naturale per studiare l'interazione tra materia e antimateria nei primi istanti dell'universo, fenomeno che ha portato all'asimmetria tra materia (che domina) sulla materia (praticamente scomparsa) almeno nella parte di universo in cui viviamo''.

L'aspetto interessante della scoperta, ha aggiunto Battiston, è anche nel fatto che ''l'antimateria che sulla Terra è praticamente inesistente, e quando viene prodotta (negli acceleratori di particelle, come al Cern o negli ospedali che fanno la Pet) subito interagisce con la materia e si annichilisce, nello spazio, una volta prodotta, non si distrugge perché lo spazio è sostanzialmente vuoto''. Per cui, ha sottolineato, la Terra e il Sistema Solare sono immersi in un tenue plasma di antimateria, come positroni, prodotti da varie sorgenti, tra cui li Sole, che la produce nelle eruzioni.

I positroni prodotti dal Sole, ha proseguito l'esperto, hanno un'energia molto bassa, pari a pochi milioni di elettronvolt. Esistono altre sorgenti di positroni, di energia molto più alta, di decine o centinaia di miliardi di elettronvolt, come hanno misurato lo spettrometro italo-russo Pamela e più recentemente Ams. L'antimateria è inoltre presente anche nelle fasce di Van Allen che circondano la Terra. Lo spettrometro Pamela, ha concluso, ha misurato la presenza di una tenue fascia di antiprotoni intrappolati nelle fasce di Van Allen, che da questo punto di vista sono un vero e proprio serbatoio di antimateria.

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