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Le spie della vita finora scoperte tra le stelle

Dai meteoriti marziani alle lune di giove, alle comete

28 novembre, 20:30

Ha avuto un crescendo negli ultimi dieci anni la scoperta, tra le stelle, delle molecole organiche che possono essere considerate i mattoni indispensabili alla vita, o almeno alla vita come la conosciamo sulla Terra.

I primissimi dati erano arrivati dall'analisi di uno dei meteoriti marziani piu' famosi, chiamato Allan Hills 84001, scoperto nel 1984 in Antartide e studiato in dettaglio solo successivamente. I risultati di quelle analisi sono stati importantissimi perche' hanno indicato per la prima volta, anche se in modo indiretto, non solo che su Marte esistono composti organici a base di carbonio e idrogeno, veri e propri mattoni della vita, ma che questi si sono formati molto precocemente e, contrariamente a quanto si e' creduto finora, non sono stati portati dall'esterno, per esempio da una pioggia di meteoriti.

La missione Mars Science Laboratory (Msl) che ha portato su Marte il robot laboratorio Curiosity era stata organizzata proprio alla luce di questa scoperta. I dati scoperti da Curiosity, che la Nasa si prepara ad annunciare il 3 dicembre, potrebbero riguardare la prima evidenza diretta dell'esistenza di composti di questo tipo.

La caccia ai semi della vita tra le stelle non e' certamente limitata a Marte. Nel 2000, per esempio, i dati trasmessi dalla sonda Galileo hanno portato a ritenere che la vita potrebbe esistere su Europa, uno dei quattro grandi satelliti di Giove, ma soltanto in forme molto elementari, a livello microbico. L'ipotesi e' la superficie ghiacciata di questa luna possa nascondere un vasto oceano salato, possibile culla delle forme primordiali di vita ospitate dal satellite.

Nel 2005 la spettacolare discesa della sonda Hyugens sulla piu' grande luna di Saturno, Titano, ha inviato a Terra dati e immagini di un'abbondante pioggia di molecole organiche. Molecole di carbonio e acqua, ingredienti chiave della vita, sono state trovate nel 2001 nella polvere e nei gas che circondano lontane stelle, rafforzando l'idea che i mattoni della vita pervadano l'universo e che di conseguenza la vita potrebbe formarsi ovunque nel cosmo.

A raccogliere i primi indizi in questa direzione era stata la sonda Giotto, sulla base delle osservazioni della cometa di Halley fatte nel 1986, che scoprirono la presenza di molecole organiche complesse come carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto. Ma la prima molecola organica che si e' potuta ''toccare con mano'' e' stata la glicina, il piu' comune degli amminoacidi scoperto nei granelli della cometa Wild 2, portati a Terra dalla missione americana Stardust.

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