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Acceso il telescopio più grande d'Europa

Primo sguardo al cielo per il Sardinia Radio Telescope

21 agosto, 17:47
La grande antenna del Sardinia Radio Telescope (fonte: INAF- Osservatorio Astronomico di Cagliari) La grande antenna del Sardinia Radio Telescope (fonte: INAF- Osservatorio Astronomico di Cagliari)
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Primo sguardo al cielo per il telescopio più grande d'Europa, il Sardinia Radio Telescope (Srt), realizzato on Sardegna, a circa 35 chilometri da Cagliari, grazie alla collaborazione tra Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e con il supporto del ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (Miur) e della Regione Sardegna

Alto circa 70 metri e pesante circa 3.000 tonnellate, il telescopio Srt ha una parabola del diametro di 64 metri, i cui movimenti sono assicurati da un sistema di 16 ruote su un cerchio di rotaie di 40 metri. Eil secondo più grande radiotelescopio al mondo con una superficie attiva,è cioè in grado di mantenere la forma ideale della sua enorme parabola, annullando le sollecitazioni dovute alla forza di gravità e ai venti. Questa caratteristica permette a Srt di concentrare al meglio i deboli segnali provenienti dai più remoti angoli del cosmo, migliorando la qualità delle sue osservazioni. Molti dei suoi strumenti di ricezione e di elaborazione sono stati sviluppati da personale dell’ Inaf.

Oltre al riflettore primario, Srt ha un riflettore secondario e altri due specchi all’interno della stanza dei ricevitori. Questo complesso sistema di superfici riflettenti fornisce quattro posizioni focali distinte, in ognuna delle quali possono essere alloggiati diversi ricevitori selezionabili automaticamente tramite sistemi robotici.

L’entrata in funzione del radiotelescopio è motivo di ‘’grande soddisfazione e commozione per chi, come me, ha creduto a questo strumento da più di dieci anni’’, ha detto il presidente dell’Inaf, Giovanni Bignami. Grande soddisfazione anche del responsabile
del progetto Srt, Nicolò D’Amico, dell’Osservatorio di Cagliari dell’Inaf e dell’università di Cagliari. Questo strumento, ha detto, ‘’rappresenta una delle punte di eccellenza su cui la Regione Sardegna sta investendo“. Srt, ha proseguito, ‘’è innanzitutto uno strumento astronomico, fratto per registrare segnali che provengono dal lontano universo’’. Inoltre, ha detto ancora, Srt ‘’è qualificato per funzionare come centro di raccolta dei dati delle sonde interplanetarie, da qui l’interesse dell’Agenzia Spaziale Italiana e delle altre agenzie spaziali internazionali’’.
 

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