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Doppio sito per il radiotelescopio più grande del mondo

Sarà costruito in Sudafrica e in Australia

26 maggio, 09:46
Rappresentazione grafica della distesa di parabole del radiotelescopio Ska (fonte: Swinburne Astronomy Productions for SKA Project Development Office) Rappresentazione grafica della distesa di parabole del radiotelescopio Ska (fonte: Swinburne Astronomy Productions for SKA Project Development Office)

   Avra’ una doppia sede il radiotelescopio piu’ grande del mondo, Ska (Square Kilometer Array) : sara’ costruito in parte in Sudafrica e in parte in Australia, i due Paesi che negli ultimi anni sono stati in gara per ospitare uno dei progetti scientifici piu’ ambiziosi attualmente esistenti. Il super-radiotelescopio funzionera’ come un gigantesco occhio puntato sulle prime galassie che si sono ‘accese’ nell’universo.
   L’annuncio e’ stato dato ad Amsterdam dal comitato dell’organizzazione Ska, che si occupa della realizzazione del progetto. ‘’Oggi abbiamo fatto un passo in avanti verso la costruzione dell’Ska’’, ha detto il presidente del comitato direttivo di Ska, John Womersley. La decisione sulla sede e’ il primo passo concreto verso la realizzazione del super-radiotelescopio dal costo di circa 2 miliardi di euro, al quale l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e si prepara ad avere un ruolo di primo piano. E’ infatti confermata la candidatura di Roma come sede del ‘quartier generale’ del programma ed e’ molto grande anche l’interesse del mondo industriale. Attualmente l’Italia e’ fra i nove partner del progetto, accanto a Francia, Gran Bretagna, Olanda, Sudafrica, Australia, Cina, Nuova Zelanda e Canada. Stanno per fare il loro ingresso Germania, India, Corea e Giappone.
   ‘’Presa la decisione si auspica che la realizzazione del progetto parta al piu' presto'', ha detto il presidente dell’Inaf, Giovanni Bignami.
  Difficile, al momento, stabilire le dimensioni di Ska: ‘’tutto dipendera’ dai finanziamenti’’, ha detto Giampaolo Vettolani, direttore scientifico dell’Inaf e rappresentante dell’Inaf all’interno della societa’ Ska, che segue il progetto. Si parte con 250 antenne, 190 delle quali saranno installate in Sudafrica, nella regione sudoccidentale di Karoo, e 60 in Australia, nella zona occidentale di Mileura.  In entrambi i luoghi esistono gia’ le prime antenne, realizzate dai due Paesi e chiamate rispettivamente MeerKat e ASap.
  ‘’Si prevede di partire con i lavori nel 2016 per completare questo primo blocco nel 2019’’, ha detto ancora Vettolani. L’idea iniziale era una distesa di 1.500 antenne che, tutte insieme, avrebbero funzionato come una gigantesca antenna dal diametro di 3.000 chilometri. ‘’Arrivare fino a 3.000 antenne sarebbe ottimale, ma lo si decidera’ strada facendo, a seconda dei fondi disponibili’’. E’ indicativa anche la data del 2025 per il completamento della costruzione.
   Le attese della comunita’ scientifica sono grandissime: ‘’Ska trasformera’ la nostra visione dell’universo’’, ha detto il direttore ad interim dell’organizzazione Ska, Michiel van Haarlem. Quello che ci si aspetta, ha osservato Vettolani, ‘’e’ una rivoluzione completa in molti aspetto dell’astofisica: permettera’ di studiare la formazione delle prime galassie, di capire la distribuzione di materia oscura ed energia oscura, di studiare i campi magnetici nell’universo’’. E non si esclude, ha concluso scherzando, che con il suo grande ‘’orecchio’’ Ska non riesca a percepire comunicazioni provenienti da civilta’ avanzate.

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