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Il primo quasi-cristallo extraterrestre

Scoperto in un meteorite caduto in Russia e conservato a Firenze

03 gennaio, 15:43
Il campione di meteorite nel quale sono stati scoperti i primi quasi cristalli (fonte: F. Bindi, Università di Firenze, CNR) Il campione di meteorite nel quale sono stati scoperti i primi quasi cristalli (fonte: F. Bindi, Università di Firenze, CNR)

E' di origine extraterrestre l'unico quasi cristallo mai scoperto in natura, ossia un cristallo la cui struttura è solo apparentemente regolare. Lo ha scoperto ilgruppo coordinato dall'italiano Luca Bindi, dell'università di Firenze e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). A differenza dei cristalli, i quasi-cristalli hanno la caratteristica di avere una struttura ordinata ma che segue schemi che non si ripeton mai, per la cui scoperta David Shechtman ha vinto il premio Nobel per la chimica 2011.

L'inclusione trovata nel frammento di meteorite è costituita da un minerale chiamato icosaedrite, composto di alluminio, rame e ferro. La sua struttura tipica di un quasi cristallo era già stata scopertanel 2009 e descritta in un articolo pubblicato su Science sempre a firma di Bindi. IL minerale trovato in questo campione è stato il primo quasi cristallo scoperto in natura ed ora, dopo le analisi condotte presso ilk California Institute of Technology (Caltech) con tecniche sofisticate, ''abbiamo scoperto che il campione esaminato è di origine extraterrestre, cioè la roccia che contiene l'inclusione è un meteorite'', spiega Bindi.

Scoprire l'origine del quasi cristallo è stato possibile, prosegue il ricercatore, ''esaminando gli isotopi di ossigeno del campione, le cui firme, cioè i rapporti fra gli isotopi 16, 17 e 18, ci dicono che si tratta di un meteorite''. Caduto in Russia, nelle montagne Koryak il meteorite è conservato presso il Museo di Storia Naturale di Firenze. ''E' la prima volta – aggiunge Bindi – che in un meteorite si scopre una lega con alluminio metallico è ciò vuol dire che siamo di fronte a un nuovo tipo di meteorite il cui studio potrebbe rivelarsi importante per ricostruire la storia del Sistema Solare''.

Nel meteorite i quasi cristalli sono intervallati da cristalli di metalli e silicati; il frammento contiene anche grani di stishovite, un minerale che ha una composizione chimica analoga a quella dei silicati e che si forma in condizioni estreme, come l'alta pressione tipica del mantello terrestre e nei materiali che si formano dopo gli impatti di meteoriti.

Secondo gli autori il frammento è simile ad una famiglia di meteoriti ricchi di composti organici, i meteoriti carboniosi, e potrebbe essersi formato circa 4,5 miliardi di anni fa, quando il Sistema Solare era giovanissimo. Gli eventi che hanno portato allo straordinario assemblaggio di minerali trovati nel frammento di roccia restano un mistero, sottolineano gli autori. ''La scoperta - rilevano - suggerisce che i quasi cristalli, che fino alla scoperta di questo meteorite erano rappresentati solo da materiali fatti dall'uomo, possono formarsi anche in natura e restano stabili per miliardi di anni''.

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