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Conto alla rovescia per la sonda Juno, diretta a Giove

La missione parla italiano, a bordo anche la firma di Galilei

03 agosto, 12:55
Didascalia juno: Rappresentazione artistica della missione Juno (fonte: NASA) Didascalia juno: Rappresentazione artistica della missione Juno (fonte: NASA)

Conto alla rovescia per la missione Juno, la prima in assoluto che andra’ a caccia dei segreti di Giove. La sonda della Nasa, il cui lancio e’ previsto alle 17,34 (ora italiana) di venerdi’ 5 agosto, esplorera’ il gigante del Sistema Solare anche con due strumenti italiani. A bordo c’è anche una targa con la firma di Galileo Galilei e la riproduzione del testo con la prima descrizione delle lune di Giove.
Con un lanciatore Atlas V 551, Juno sara’ la prima missione a partire dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida) nell’era del dopo-shuttle. La sonda raggiungera’ Giove nel 2016, dopo un viaggio di cinque anni, e da allora compira’ 32 orbite attorno al pianeta gigante, ognuna delle quali richiedera’ 11 giorni. Per un anno, quindi, Juno raccogliera’ dati inediti sul pianeta gigante. Il pianeta piu’ grande del Sistema Solare e’ infatti ancora pieno di misteri: ‘’in passato le sonde Pioneer hanno fotografato Giove, ne hanno scoperto le macchie e le aurore, ma non si sa ancora nulla su che cosa si nasconda sotto la superficie’’, spiega il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Saggese.
‘’I dati della missione Juno – ha aggiunto - permetteranno di eseguire su Giove una sorta di Tac a diverse frequenze per studiare la struttura interna del pianeta’’. Di Giove, infatti, ‘’non si conosce l’origine e su di essa ci sono ipotesi contrastanti: alcuni ritengono che sia nato all’interno del Sistema Solare mentre altri lo considerano una stella mancata o la prima fase del consolidamento di un pianeta’’. Questa, ha aggiunto il presidente dell’Asi, e’ una delle domande alle quali aiutera’ a rispondere Juno.
La sonda riuscira’ a farlo grazie ai suoi 10 strumenti, due dei quali sono stati progettati e realizzati in Italia. Il primo si chiama Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper), e’ stato progettato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e realizzato dall’azienda Selex Galileo, e permettera’ di acquisire immagini all’infrarosso mentre la sonda ruota continuamente su se stessa. Il secondo strumento e’ KaT (Ka-Band Translator) e’ stato progettato dall’universita’ di Roma La Sapienza e realizzato dalla Thales Alenia Space, fornira’ informazioni sulla composizione interna del pianeta e sul suo campo gravitazionale.

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