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Per esperti, moratoria nucleare al servizio della sicurezza

Centrali terza generazione nate dopo Three Mile Island

13 aprile, 10:47
Per esperti, moratoria nucleare al  servizio della sicurezza Per esperti, moratoria nucleare al servizio della sicurezza

Potra' essere un'occasione per migliorare ulteriormente la sicurezza delle centrali nucleari, la moratoria di un anno decisa dal Consiglio dei ministri, insieme ai due anni riservati alla definizione del programma nucleare italiano. Anche se, dal punto di vista degli esperti, la pausa e' una scelta sostanzialmente politica.
''L'aspetto tecnico della moratoria decisa oggi in Italia riguarda la sicurezza, in linea con quanto e' stato deciso a livello europeo'', osserva Stefano Monti, direttore dell'Unita' metodi di sicurezza dei reattori dell'Enea. Nel caso dell'Europa, aggiunge, i provvedimenti a favore della sicurezza riguardano gli stress test sui reattori di seconda generazione attualmente in funzione. ''In Italia questo problema non si pone e la moratoria - rileva - e' sostanzialmente un allineamento alle decisioni europee che si dirigono verso un momento di riflessione''.
Anche se i reattori della centrale giapponese di Fukushima sono molto diversi da quelli di terza generazione avanzata sui quali si e' orientata l'Italia, ''da ogni incidente c'e' sempre da imparare''. Per esempio, l'incidente avvenuto nel 1979 nella centrale nucleare americana di Three Mile Island e' stata l'occasione per apportare migliorie sostanziali ai fini della sicurezza. ''Ci sono voluti anni di riflessioni, ma le analisi approfondite che sono state condotte sulle cause di quell'incidente - ha detto Monti - hanno portato alla progettazione di nuovi reattori che hanno dato vita alle centrali di terza generazione avanzata''.
Sulla stessa linea e' Giuseppe Mazzitelli, responsabile del Laboratorio per la gestione dei grandi impianti sperimentali dell'Enea: ''ogni incidente nucleare e' sempre stato oggetto di approfondimenti e analisi che hanno portato a migliorare la sicurezza''. Per esempio, l'incidente di Three Mile Island ha permesso di rilevare errori tecnici passati fino a quel momento inosservati, come la mancata conferma dell'esecuzione del comando che controllava la chiusura di una valvola: il comando era stato dato e di conseguenza si pensava che la valvola fosse chiusa, ma non era cosi' ed e' stato questo uno dei problemi che hanno portato al surriscaldamento del reattore e alla parziale fusione del nocciolo. Three Mile Island e' stata anche l'occasione per analizzare in modo nuovo l'interazione fra uomo e macchina e la capacita' degli operatori di intervenire in situazioni critiche.
L'analisi tecnica di quanto e' accaduto a Fukushima, come sempre accade quando avvengono incidenti nucleari, sara' oggetto di un'indagine da parte dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea). Da qui potranno arrivare le indicazioni tecniche capaci di migliorare la sicurezza. Si dovra' comunque considerare, osservano gli esperti, che quelli di Fukushima sono reattori molto vecchi: i primi esemplari della seconda generazione, progettati negli anni '60 ed entrati in funzione nei primi anni '70. ''Decisamente diversi - rilevano - dai reattori di terza generazione avanzata per gli aspetti relativi progettazione, criteri di sicurezza e criteri di mitigazione dell'incidente''.

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