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Samantha Cristoforetti è tornata, 'Mi sento bene, ma pesante'

Ho sentito il profumo della Terra

18 giugno, 17:04
L'astronauta Samantha Cristoforetti, subito dopo l'atterraggio (fonte: ESA–S. Corvaja, 2015) L'astronauta Samantha Cristoforetti, subito dopo l'atterraggio (fonte: ESA–S. Corvaja, 2015)
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''Mi sento bene, ma pesante''
''Mi sento bene, ma pesante'', sono state le prime parole di Samantha Cristoforetti non appena è uscita dalla navetta che l'ha riportata a Terra dopo quasi sette mesi nello spazio. La prima cosa che ha percepito della Terra è stato, ha aggiunto, qualcosa di ''speciale'', ''un odore, un profumo''.

Trascorso in volo il primo giorno sulla Terra

Il primo giorno sulla Terra di Samantha Cristoforetti è trascorso veloce, fra analisi, test e un lunghissimo volo che dal Kazakhstan, dove ieri pomeriggio è atterrata la Soyuz, la porta negli Stati Uniti, nel Johnson Space Center della Nasa a Houston.

A quanto si apprende l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) sta bene ed è già in piena attività per quanto riguarda i test previsti nel piano di attività della sua missione, Futura, la seconda missione di lunga durata dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Dopo i primi test e una breve cerimonia di benvenuto, Sam ha lasciato ieri il Kazakhstan e dopo un volo di sei ore e mezzo ha fatto scalo in Scozia, nell'aeroporto di Prestwick. Quindi è ripartita alla volta degli Stati Uniti, con un volo di quasi sei ore che ha fatto scalo nel Maine, nell'aeroporto di Bangor, e quindi è ripartita alla volta del Texas, diretta all'aeroporto di Ellington. Complessivamente un viaggio di circa 18 ore, ritardi compresi. Ad accoglierla ci saranno rappresentanti dell'Asi e dopo quasi sette mesi trascorsi in orbita l'astronauta potrà riabbracciare i familiari che la stanno aspettando a Houston.



Riabituarsi alla gravità

Dopo quasi sette mesi trascorsi nello spazio, volando leggeri, tornare ad 'assaggiare' la forza di gravità è tutt'altro che piacevole. Nonostante le due ore quotidiane dedicate all'esercizio fisico, indispensabile per mantenere in attività i muscoli, che nello spazio tendono a perdere massa, al momento di rientrare a Terra camminare è praticamente impossibile.

Per questo motivo, quando vengono aiutati ad uscire fuori dalla Soyuz, dopo un atterraggio assolutamente avventuroso e niente affatto 'dolce', gli astronauti vengono trasportati su un seggiolino. Pochi minuti per i saluti di rito e una telefonata per salutare la famiglia e poi, sempre su un seggiolino, gli astronauti vengono trasportati all'interno della tenda allestita in prossimità del luogo di atterraggio della Soyuz. Qui vengono fatti i primi test, con un prelievo di sangue e poi i controlli dell'apparato cardiovascolare.

Non si perde nemmeno un istante e spesso i controlli proseguono anche in aeroporto per gli astronauti europei e americani, che dopo il rientro partono per il centro della Nasa a Houston. I test proseguono spesso anche dopo il lungo viaggio in aereo, appena arrivati.

Dietro a tutte questa fretta non c'è un'emergenza dovuta alla preoccupazione per la salute degli astronauti. Naturalmente questa va controllata, così come è necessario un periodo di riabilitazione per aiutare l'organismo ad abituarsi nuovamente alla gravità. Ma tutti i risultati di analisi e test sono preziosi per accumulare nuove conoscenze sugli effetti che l'assenza di peso ha sull'uomo, soprattutto dopo lunghi periodi, per prepararsi al meglio alle future e lunghissime missioni su Marte. 

 

Il film della giornata - E' stata una lunga giornata, quella del rientro dell'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Samantha Cristoforetti e dei suoi colleghi, l'americano Terry Virts e il russo Anton Shkaplerov. Ecco i momenti salienti: dai saluti all'atterraggio nella steppa del Kazakhstan.

- ORE 9,00: è il momento dei saluti e degli abbracci ai tre colleghi che restano a bordo, l'americano Scott Kelly e i russi Mikhail Kornienko e Gennady Padalka. Per gli astronauti c'è anche il tempo per qualche selfie, prima di entrare nella navetta Soyuz che li riporterà a Terra. Poi la chiusura del portello.

- ORE 12,20: la Soyuz si sgancia dalla Stazione Spaziale e comincia il viaggio che in poco più di tre ore li porta a Terra. La navetta è in volo libero e sfreccia alla velocità di oltre 28.000 chilometri orari. Per gli astronauti trascorre un'ora e mezza tranquilla. ''E' una tranquillità relativa, osserva l'astronauta dell'Esa Paolo Nespoli: sono attività per le quali si prevede una sequenza definita e con pochi margini di errore''.

- ORE 14,53: si accende il motore principale della Soyuz, in modo da permettere alla navetta di lasciare l'orbita nella quale si trova per puntare verso la Terra. ''E' una manovra che va fatta nel punto giusto e con i parametri giusti'', osserva Nespoli. ''Una volta partito il motore di rientro e si comincia a cadere nell'atmosfera e comincia una sequenza serrata di attività in vista dell'atterraggio''.

- ORE 15,13: comincia la fase più impegnativa del rientro, nella quale la frizione con l'atmosfera porta la navetta a raggiungere temperature di 1.600 gradi. Attraverso gli oblò della navetta l'atmosfera si colora di rosso: ''sembra di sprofondare attraverso il plasma'', ricorda l'astronauta Roberto Vittori.

- ORE 15,32: si apre automaticamente il paracadute, come previsto, rallentando la corsa da 864 a 324 chilometri orari.

- ORE 15,43: atterraggio. ''E' il momento più traumatico - osserva Nespoli - e molto brutale, ancora di più perchè arrivi da mesi trascorsi in assenza gravità''. Poi finalmente gli astronauti vengono aiutati ad uscire dalla navetta. Il primo è stato l'americano Terry Virts, quindi Samantha Cristoforetti e per ultimo il comandante della navetta, Shkaplerov. L'impatto è tremendo, ma tutto quello che resta, rileva Vittori, è che ''non c'è nulla di più bello della Terra''.

 

There is Samantha Cristoforetti, back on Earth after 199 days!

Posted by ESA - European Space Agency on Giovedì 11 giugno 2015

 

 



The three astronauts that are returning to Earth today have said farewell and closed the hatch to their spacecraft. In a...

Posted by ESA - European Space Agency on Giovedì 11 giugno 2015


Nella navetta in volo libero i tre astronauti a bordo si sono goduti un po' di relax guardando la Terra dagli oblò del modulo di rientro, dopo le emozioni della partenza e prima di affrontare la fase più difficile e 'avventurosa' della discesa. 

 


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