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Messaggio Gagarin ancora vivo tra i giovani

Parlano i nuovi astronauti italiani dell'Esa

13 aprile, 14:46

E' un messaggio sempreverde, quello di Yuri Gagarin: nonostante siano passati 50 anni, nei giovani è più che mai vivo il valore dell'impresa che per la prima volta ha portato l'uomo tra le stelle. E' così, per esempio, per i due nuovi astronauti italiani dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa): Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti, 35 anni, entrambi dell'Aeronautica Militare Italiana.
"Pochi giorni fa, con alcuni colleghi cosmonauti, presenziavo a una cerimonia che commemorava l'anniversario della morte di Gagarin, in un freddo boschetto a circa due ore da Città delle Stelle, lì dove perse la vita - racconta Parmitano - e a regalarmi l'emozione più forte sono stati alcuni adolescenti che, un garofano rosso in mano, hanno dedicato pensieri e versi all'eroe scomparso". L'astronauta è convinto che la più grande eredità di Gagarin sia "aver lasciato un messaggio, fatto di valori universali (coraggio, dedizione, amor patrio) che ancora oggi riescono a dare ispirazione e a far sognare". E' così anche per Samantha Cristoforetti: "da quando sono stata in addestramento alla Città delle Stelle mi sembra quasi di conoscerlo di persona: Gagarin vive nei rituali, è onnipresente nell'iconografia dello spazio, ti sorride dai quadri alle pareti, dalle statue, dai monumenti". Più che come un eroe solitario, le piace pensare a Gagarin come al protagonista di un'impresa "resa possibile dall'ingegno, dalla leadership e dalla dedizione di tanti" e "a 50 di distanza ci ricorda come sia possibile aprire nuove frontiere per l'umanità quando si concentrano volontà, risorse e intelligenza su un obiettivo chiaro".
Ed è al futuro che, pensando a Gagarin, guardano i due giovani astronauti. A Parmitano piace pensare che "le prossime generazioni possano utilizzare quanto noi stiamo imparando e costruendo oggi per poter andare più lontano: la Stazione Spaziale Internazionale è un punto di partenza. La destinazione? Non conta quanto la volontà di compiere quel viaggio, e l'unico limite è la nostra immaginazione".
Guarda lontano anche Cristoforetti: "penso che l'obiettivo finale sia l'esplorazione di Marte, ma prima di pensare ad un viaggio verso il pianeta rosso dovremo tagliare molti traguardi intermedi, superare ripetutamente noi stessi con obiettivi sempre più ambiziosi fino a poter affrontare un giorno un viaggio marziano".

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