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Anche al cervello vengono le rughe con l'età

Effetto è più pronunciato nei malati di Alzheimer

26 ottobre, 16:27
Il cervello ha le rughe e si formano con l'avanzare degli anni. E' quanto emerso da uno studio dell'Università di Newcastle, nel Regno Unito con l'Università Federale di Rio de Janeiro (fonte: digitalbob8) Il cervello ha le rughe e si formano con l'avanzare degli anni. E' quanto emerso da uno studio dell'Università di Newcastle, nel Regno Unito con l'Università Federale di Rio de Janeiro (fonte: digitalbob8)

Nessuno le aveva mai viste finora, ma anche il cervello ha le rughe e si formano con l'avanzare degli anni. Se ne è accorto lo studio realizzato dall'Università di Newcastle, nel Regno Unito, in collaborazione con l'Università Federale di Rio de Janeiro, e pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas. Obiettivo della ricerca era analizzare come, nel tempo, si modificano le 'pieghe' caratteristiche della parte più esterna e superficiale del cervello, la corteccia. Collegando il cambiamento delle pieghe del cervello con l'elasticità del tessuto della corteccia cerebrale i ricercatori hanno scoperto che invecchiando, la tensione del tessuto della corteccia sembra diminuire. Questo effetto è più pronunciato nei soggetti malati di Alzheimer. Lo studio chiarisce i meccanismi che influiscono sulle pieghe del cervello e che potrebbero essere utilizzati in futuro per diagnosticare le malattie cerebrali.
    Yujiang Wang, della Newcastle University, autore principale della ricerca, spiega: "Una delle caratteristiche fondamentali del cervello dei mammiferi sono le scanalature e le pieghe che percorrono tutta la superficie - un po' come quelle che si trovano sulle noci - ma fino ad ora nessuno è stato in grado di misurare queste pieghe in modo coerente".
    "Mappando le 'rughe' sul cervello di oltre 1.000 persone - continua il ricercatore - abbiamo dimostrato che il nostro cervello 'invecchia' secondo una semplice legge universale. E la tensione all'interno della corteccia diminuisce con età".
    Inoltre, "in un individuo malato di Alzheimer, questo effetto si osserva in un'età più giovane ed è più pronunciato. Il passo successivo sarà quello di vedere se c'è un modo per utilizzare le pieghe come un indicatore precoce della malattia".
   

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