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Monsanto apre al dopo Ogm, taglia-incolla Dna in agricoltura

Avrà uso non esclusivo della tecnica Crispr,ma con vincoli etici

23 settembre, 18:53
Comincia l'epoca del dopo Ogm, la tecnica del taglia-incolla del Dna entra in agricoltura Comincia l'epoca del dopo Ogm, la tecnica del taglia-incolla del Dna entra in agricoltura

La Monsanto apre ufficialmente le porte della nuova era post Ogm: la multinazionale del biotech annuncia infatti di aver ottenuto una licenza non esclusiva per impiegare in agricoltura la nuova e discussa tecnica del 'taglia-incolla' del Dna, la cosiddetta Crispr, che permette di modificare il Dna degli organismi viventi in maniera rapida e ultra-precisa.

Vincoli etici
L'accordo è stato stretto con il Broad Institute di Cambridge, l'istituto di ricerca di Mit e Harvard che possiede diversi brevetti relativi alla tecnica Crispr. Il documento siglato tra le parti prevede tre vincoli etici molto stringenti: la Monsanto non potrà usare l'editing genetico né per modificare piante di tabacco destinate al fumo, né per produrre sementi sterili (che costringerebbero gli agricoltori in uno stato di dipendenza) e neppure per introdurre il meccanismo di 'gene drive', che potrebbe provocare la mutazione artificiale di un'intera specie con incredibile velocità e conseguenze imprevedibili.

Ridurre la fame e i pesticidi
''L'uso della Crispr in agricoltura potrebbe portare molti benefici per la salute umana'', spiegano i ricercatori del Broad Institute. ''Un utilizzo responsabile di questa tecnica può ridurre la fame nel mondo così come l'uso dei pesticidi, può aiutare la società ad adattarsi ai cambiamenti climatici, a ridurre l'uso di acqua per l'agricoltura e ad aumentare la produttività dei raccolti''.

Un dibattito acceso
Resta ancora da capire se questi prodotti 'ritoccati' con le nuove tecniche di editing genetico debbano essere inquadrati e regolamentati come Ogm, un tema molto caldo su entrambe le sponde dell'Atlantico. ''Gli Stati Uniti dovrebbero arrivare entro l'anno a darne una definizione'', spiega il biotecnologo Roberto Defez, dell'Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibbr-Cnr). ''Molto probabilmente non li classificheranno come Ogm, perché tendono a valutare la sicurezza del prodotto finale e non il processo tecnologico con cui è stato ottenuto. Discorso diverso per l'Europa, che da mesi sta rinviando la decisione e, a mio parere, finirà decidendo di non decidere, col rischio di farsi calpestare dai fatti''.

Mais e champignon
L'annuncio della Monsanto, che proprio pochi giorni fa ha celebrato le 'nozze' con Bayer, potrebbe in qualche modo accelerare i tempi di questa rivoluzione post Ogm. ''I primi segnali erano già nell'aria'', sottolinea Defez. ''Ad aprile, in Canada, è stato commercializzato senza regolamento stile Ogm un fungo champignon modificato con la tecnica Crispr. Pochi mesi fa il produttore di semi Dupont Pioneer ha annunciato che fra tre o quattro anni metterà sul mercato delle nuove varietà di mais modificate e resistenti alla siccità. Poche settimane fa, infine, ricercatori svedesi hanno cucinato il primo piatto di pasta condita con cavoli modificati con la Crispr''.

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