Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Biotech > Scoperti i resti più antichi dell'Homo Sapiens in Europa

Scoperti i resti più antichi dell'Homo Sapiens in Europa

In Italia, sono due denti e risalgono a 42.000 anni fa

23 aprile, 20:49
Modello digitale tridimensionale dell’incisivo deciduo inferiore di Riparo Bombrini (sinistra) e dell’incisivo deciduo superiore di Grotta di Fumane (destra) (fonte: Daniele Panetta) Modello digitale tridimensionale dell’incisivo deciduo inferiore di Riparo Bombrini (sinistra) e dell’incisivo deciduo superiore di Grotta di Fumane (destra) (fonte: Daniele Panetta)

Sono stati scoperti in Italia i più antichi resti dell'Homo sapiens mai trovati in Europa: sono due denti da latte e risalgono a 40.000 anni fa. Sono stati recuperati in due grotte, in Veneto e Liguria, insieme ad ornamenti artistici e a utensili ai massimi livelli della tecnologia dell'epoca. Il risultato, pubblicato sulla rivista Science, si deve ai ricercatori coordinati da Stefano Bonazzi, dell'università di Bologna, e Marco Peresani, dell'università di Ferrara.

I denti sono stati scoperti nella Grotta di Fumane, in Veneto, e in quella di Riparo Bombrini, in Liguria, insieme ad ornamenti artistici e a utensili ai massimi livelli della tecnologia dell'epoca. La scoperta aiuterà a capire meglio anche il ruolo dell'Homo Sapiens nella scomparsa dell'uomo di Neanderthal.

E' stato possibile datare con precisoione l'origine dei due denti grazie all'analisi digitale e a quella del Dna ereditato per via materna (il Dna mitocondriale). L'esistenza dei due denti era infatti nota da tempo, ma ''finora non era stato possibile capire se fossero di Neanderthal o Sapiens - chiarisce Benazzi - perchè un po' rovinati''. Adesso è certo che il Dna estratto dai due denti è ''attualmente il più antico in Europa per la nostra specie'', rileva.

. Il fatto che questi denti appartengano all'Homo Sapiens dimostra quindi che l'uomo moderno ''è entrato in Europa 42.000 anni fa - aggiunge il ricercatore - in un periodo in cui c'erano anche gli uomini di Neanderthal, contribuendo alla loro scomparsa''.

Le ultime tracce di Neanderthal risalgono a 41-39.000 anni fa, ''dopo di che non si trova più niente di loro - aggiunge Marco Peresani - L'impressione è che l'impatto dei Sapiens, con la loro demografia, organizzazione sociale, e tutta la loro cultura, abbia soppiantato le forme umane precedenti, in questo caso i Neanderthal''. Dunque i Sapiens hanno contribuito alla scomparsa dei Neanderthal, anche se non si sa esattamente come. ''Si possono fare solo ipotesi - conclude Benazzi - come un attacco diretto dei Sapiens a danno dei Neanderthal, o una forte competizione per le risorse innescata dalla più complessa e sofisticata organizzazione sociale dei Sapiens''.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA