Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Biotech > Dopo 500 anni il test Dna risolve il 'caso' di Riccardo III

Dopo 500 anni il test Dna risolve il 'caso' di Riccardo III

Scoperti anche l'aspetto fisico e una falsa paternità

02 dicembre, 20:36
Il cranio di Riccardo III nel luogo di sepoltura  (fonte: University of Leicester) Il cranio di Riccardo III nel luogo di sepoltura (fonte: University of Leicester)

Dopo oltre 500 anni il test del Dna permette di porre fine, oltre ogni ragionevole dubbio, al 'caso' di Riccardo III, l'ultimo re inglese della dinastia dei Plantageneti: i resti scoperti nel 2012 in un parcheggio in Inghilterra appartengono a lui al 99,9999%, smentendo così i dubbi posti mesi fa da alcuni studiosi.



La conferma, pubblicata sulla rivista Nature Communication, arriva dalle analisi del Dna condotte dall'università di Leicester, che in questo modo è riuscita, per la prima volta, a risolvere il più vecchio caso, finora, di identificazione di un individuo.



Il test ha inoltre permesso di scoprire informazioni sull'aspetto fisico del sovrano e un caso di falsa paternità nei suoi discendenti, che mette in dubbio la legittimità della successiva dinastia Tudor.

Per confermare che lo scheletro rinvenuto fosse proprio quello del monarca descritto da Shakespeare in una delle sue opere più famose, i ricercatori Turi King e Kevin Schu hanno condotto analisi integrative dei dati genetici e genealogici, trovando un perfetto abbinamento tra il Dna trasmesso solo per via materna (mitocondriale) dei frammenti ottenuti dai resti del re e quelli di alcuni discendenti ancora in vita.

Questo ha permesso di scoprire una falsa paternità, cosa che potrebbe mettere in dubbio la legittimità dei re Tudor poi saliti al trono. Sempre grazie all'analisi del Dna, i ricercatori sono stati anche in grado di dedurre con ragionevole certezza l'aspetto fisico di Riccardo III, corrispondente a quello di alcuni primi ritratti, dunque con capelli biondi e occhi azzurri.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA